Caduta massi, via alla gara d’appalto per l’avvio dei lavori

24 Dicembre 2018

BISEGNA. Gli abitanti di Bisegna e della frazione di San Sebastiano hanno vissuto sempre con l’incubo che alcuni massi, staccatisi dalla parete rocciosa della montagna sovrastante, potessero...

BISEGNA. Gli abitanti di Bisegna e della frazione di San Sebastiano hanno vissuto sempre con l’incubo che alcuni massi, staccatisi dalla parete rocciosa della montagna sovrastante, potessero investire i due centri. Già in passato si sono verificati episodi che avrebbero potuto mettere in serio pericolo l’incolumità della popolazione. Il distacco dei massi è avvenuto, ma poiché lungo la traiettoria hanno incontrato alberi che ne hanno rallentato la corsa, si sono fermati prima di raggiungere le case.
II pericolo che un giorno o l’altro ciò possa accadere ora finalmente viene scongiurato. Il Comune di Bisegna, infatti, per mettere al riparo gli abitanti dalle conseguenze, talvolta tragiche, del dissesto idrogeologico del territorio, può disporre di un finanziamento di un milione e 200 mila euro.
Fondi stanziati dall’Unione europea nell’ambito del programma Por-Fesr Abruzzo 2014-2020, per prevenire frane, alluvioni e catastrofi ambientali. Qualche giorno fa l’amministrazione comunale, guidata da Antonio Mercuri, ha indetto la gara d’appalto dei lavori.
«Siamo stati previdenti», afferma il sindaco, «sapendo di questa opportunità abbiamo presentato subito alla Regione il progetto. A febbraio del 2017, il presidente Luciano D’Alfonso ci ha comunicato che eravamo stati ammessi a un finanziamento di 1.200.000 euro».
Le imprese che intendono partecipare alla gara devono presentare l’offerta entro il 24 gennaio 2019. I lavori verranno giudicati, in seduta pubblica, col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
«Alla gara», sottolinea il primo cittadino, «sono interessate ditte specializzate un po’ da tutta Italia. Tante ci hanno telefonato per avere delucidazioni, altre si sono ripromesse di mandare direttamente qualcuno. Il progetto», spiega, «prevede interventi di bonifica e consolidamento delle pareti rocciose mediante rivestimenti che ne impediscono il franamento a valle causato dalle acque superficiali e di imbragatura o rimozione di massi pericolanti».
Secondo un rapporto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il 91 per cento dei comuni italiani e a rischio idrogeologico. E oltre 3 milioni di nuclei familiari risiedono in aree ad alta vulnerabilità. Per quanto riguarda l’Abruzzo è a rischio idrogeologico tra il 90 e 100% dei comuni.
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