Cagnano, in piazza contro il cementificio

26 Novembre 2017

Duecento persone alla manifestazione di AternoAria: sotto accusa il combustibile Css prodotto dai rifiuti

CAGNANO AMITERNO. Oltre duecento persone hanno partecipato ieri pomeriggio a Cagnano Amiterno alla manifestazione contro l’utilizzo nel cementificio del Css (Combustibile solido secondario), un sottoprodotto della lavorazione dei rifiuti.
«Non solo non siamo sicuri che l’utilizzo del Css sia sicuro», ha spiegato ai manifestanti Maria Fioravanti, medico e portavoce del comitato AternoAria, «ma ci sono evidenze che il combustibile derivato dai rifiuti sia dannoso per la salute». Sul palco Maria Fioravanti e Velia Giorgi, consigliere comunale di Pizzoli, spiegano come, nel caso tra i rifiuti dai quali viene prodotto il Css finisca accidentalmente materiale diverso da quello previsto, si potrebbero produrre «fumi molto pericolosi».
«Non possiamo permettere che si giochi con la nostra salute bruciando rifiuti in un impianto degli anni ’20, che sicuramente non rappresenta il massimo della tecnologia», hanno detto Fioravanti e Giorgi. Tra i manifestanti, anche i sindaci e rappresentanti del comprensorio dell’Alta Valle dell’Aterno, mentre gli organizzatori hanno rimarcato l’assenza del sindaco e dell’amministrazione di Cagnano. «Se nessuno vuole confrontarsi con noi, con le nostre preoccupazioni», ha detto Fioravanti, «noi siamo invece disposti ad andare in ogni angolo di Cagnano per spiegare come l’utilizzo del Css sia pericoloso. Il Comune si trincera dietro il fatto che le emissioni del cementificio sono monitorate, ma come si fa a monitorare una struttura così vecchia? Come possiamo noi, semplici cittadini, essere sicuri che i monitoraggi siano fatti bene?». I manifestanti contestano anche lo stesso utilizzo della parola Css al posto della vecchia definizione Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti). La nuova definizione nasce nel 2013, da un decreto dell’allora ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha sottoposto a riclassificazione i prodotti del ciclo dei rifiuti. Il Css, che nasce comunque da un processo molto diverso dal Cdr, secondo questa riclassificazione non è un rifiuto, ma un vero e proprio nuovo prodotto combustibile che può essere utilizzato per produrre energia. I manifestanti giudicano però questa riclassificazione come un mero gioco di parole. I favorevoli all’uso del Css affermano che così si possono abbattere gli inquinanti che derivano dalla combustione della polvere di carbone normalmente utilizzata nei cementifici, abbattendo la percentuale di rifiuti in discarica. I contrari dicono invece che questo non è vero, sia perché bruciare derivati dei rifiuti va comunque contro le buone pratiche di riciclo e riutilizzo degli stessi, sia perché la combustione del Css produce inquinanti pericolosi. In mezzo, i dipendenti del cementificio ex Sacci, oggi Cementir e in procinto di passare a Italcementi, preoccupati per i posti di lavoro. «Siamo qui anche per tutelare la salute di chi lavora lì», ha concluso la Fioravanti.(r.p.)
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