Calciatore amatoriale muore di Sla

Bianchi aveva 52 anni. Nel 1990 fondò la squadra della Tecnobar. Oggi i funerali
AVEZZANO. La Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) ha fatto un’altra vittima e ancora una volta ha colpito una persona che aveva fatto dello sport una delle proprie ragioni di vita. A soli 52 anni è scomparso Gianni Bianchi, figura notissima nel vasto panorama del calcio amatoriale. Il pallone ed il lavoro, erano questi i principali interessi di Bianchi, costretto ormai da alcuni anni a non poter più rincorrere quella magica sfera. Ma non per questo si era allontanato da un ambiente che ha continuato a vederlo comunque protagonista fin quasi alla fine. È talmente numerosa la schiera dei calciatori amatoriali che nella Marsica esistono addirittura due campionati: uno organizzato dalla Figc e l’altro dalla Uisp. Gianni Bianchi aveva partecipato a quello federale, dapprima come atleta e poi come dirigente. Era stato lui a fondare nel lontano 1990 la squadra della Tecnobar, facendosi carico di mettere insieme una quindicina di amici, ma occupandosi anche delle incombenze tipiche di chi gioca al calcio per puro divertimento. Era un centrocampista centrale (questa è la definizione moderna del ruolo), ma più propriamente era un regista nel senso classico della parola, uno che vedeva il gioco e che era in grado di far girare al meglio la squadra. Nella vita faceva il commerciante di abbigliamento e di articoli sportivi, con un banco che girava nella Marsica secondo il calendario classico di questa categoria di lavoratori. La malattia lo aveva colpito otto anni fa, ma quando fu costretto ad appendere le scarpette al classico chiodo non abbandonò mai i suoi compagni di squadra, diventando prima presidente effettivo e poi presidente onorario, partecipando a tutte le decisioni che riguardavano il gruppo. Lascia la moglie Emanuela e il figlio Alessandro. I funerali si svolgeranno oggi alle 15.30 nella Sala del Regno di Geova in via Piè le Pogge ad Avezzano.
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