Calcioterapia al centro diurno e alla Rems

Convenzione tra la Asl e gli impianti sportivi di Monticchio. Sei i pazienti beneficiari del progetto
L’AQUILA. La Asl ha predisposto una convenzione con una società che gestisce impianti sportivi nei pressi di Monticchio per avviare un progetto di “Calcioterapia” riservato ai pazienti della Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Barete e agli ospiti del Centro Diurno dell’Aquila. Il progetto si legge nella delibera della Asl che approva la convenzione «ha come finalità la promozione del benessere psicofisico, oltre all’integrazione sociale e alla stabilizzazione clinica dei soggetti coinvolti». Gli impianti sportivi che saranno messi a disposizione per un giorno alla settimana sono: campo di calcio indoor/outdoor (a seconda della stagione), spogliatoio e area per il riscaldamento/defaticamento dei partecipanti all’attività. La convenzione è valida fino al 31 dicembre 2022. Nella delibera si sottolinea che «la Calcioterapia è un presidio terapeutico che utilizza il gioco del calcio per promuovere il benessere psicofisico dei soggetti perseguendone da una parte la soddisfazione personale e dall’altra il miglioramento del funzionamento sociale nonché la stabilizzazione clinica, compatibilmente con la specificità della struttura psicopatologica dei soggetti stessi. Il gioco del calcio ha in sé, latenti, tali peculiari potenzialità. Una prima risposta sembra nascere dalla constatazione che, sotto il profilo strutturale, il calcio non si differenzi sostanzialmente da qualunque altro gioco della vita in cui ogni individuo è quotidianamente immerso. Infatti gli elementi strutturali che lo costituiscono (regole, ruoli, risultato) sono comuni; il gioco del calcio è quindi strutturalmente analogo alle situazioni della vita quotidiana. Perché si possa parlare di Calcioterapia» si sottolinea «gli operatori sono chiamati ad allestire una cornice che accolga il soggetto nella sua peculiarità e che gli consenta di fare ripetutamente l'esperienza di un gioco all'interno del quale potersi sentire protetto e al sicuro».
«In base alle risorse disponibili» scrive la Asl «è possibile la partecipazione di 6 pazienti. Due sono i criteri per la selezione: possedere determinate condizioni mediche e fisiche che possano permettere l’apprendimento e l’esecuzione delle attività e pazienti che nel corso della permanenza in struttura hanno dato prova di aderire ai trattamenti riabilitativi e farmacologici e hanno mostrato rispetto per le regole imposte».
Gli obiettivi del progetto sono: espandere la rete sociale e migliorare la qualità dei rapporti; sviluppare uno stile di vita più sano e migliorare la cura del sé; promuovere il rispetto delle regole; aumentare l’autostima, autodeterminazione e senso di autoefficacia. (g.p.)
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