Caldo eccezionale a dicembre: lo dice uno studio del Cetemps

5 Febbraio 2023

Nella regione temperature di gran lunga superiori alla media con precipitazioni meno abbondanti L’area della Marsica l’unica a presentare un’umidità maggiore di quella solitamente registrata

L’AQUILA. Quello dell’anno che si è appena concluso è stato il dicembre più caldo della storia recente in Abruzzo. Lo dice uno studio realizzato dal Cetemps, il centro di eccellenza della ricerca di base e applicata su temi meteo-idro-climatici dell’Università dell’Aquila, che ha analizzato le temperature anomale registrate nei mesi scorsi. La fotografia scattata dai ricercatori mostra un segnale inequivocabile dei cambiamenti climatici, visibili quindi anche nel nostro territorio regionale e provinciale.
Nella ricerca, curata dal professore Gabriele Curci, si evidenzia come nel mese di dicembre 2022 «si siano avute temperature eccezionalmente alte e una piovosità più scarsa del solito. A livello medio regionale, le temperature massime sono state più alte di 3.5°C rispetto alla media 1991-2020, con valori record assoluti in gran parte delle località, mentre quelle minime hanno presentato un’anomalia media di +2.5°C. Le precipitazioni sono state meno abbondanti del 18% a livello regionale».
Confrontando poi i dati europei e quelli italiani, aggiunge la ricerca del Cetemps: «si deduce come condizioni anticicloniche siano state prevalenti sul Mediterraneo, mentre sull’Europa nord-occidentale la bassa pressione ha prevalso. Sull’Italia sono pertanto giunte sovente masse d’aria dal Nord Africa, con conseguente rialzo termico e calo delle precipitazioni. In Italia, le precipitazioni sono state scarse al sud e più abbondanti della media climatologica al nord».
Tornando all’Abruzzo, le mappe di anomalia delle temperature e delle precipitazioni, ricostruite con dati dell’Ufficio idrografico e mareografico elaborate dal Cetemps, mostrano come nel mese di dicembre siano «evidenti le forti anomalie di temperatura, con i valori più estremi nell’entroterra chietino con temperature massime fino a più 6°C. Più contenute, le anomalie nella Marsica e sul litorale teramano. Le precipitazioni sono state generalmente meno abbondanti del solito, con punte di -50% sul versante adriatico. L’area della Marsica è stata l’unica ad essere più umida del solito, con precipitazioni superiori del 20% rispetto alla media».
Lo studio del Cetemps ha concluso che a dicembre, «dopo un avvio nella media, il mese è stato molto caldo nella seconda metà. Diverse le località, soprattutto montane, dove le anomalie di temperatura sono state costantemente superiori ai 5°C almeno per le ultime due settimane del mese. Lungo la costa, anomalie prevalentemente positive, ma più contenute. Nell’entroterra, soprattutto nell’Aquilano, a forti anomalie delle temperature massime diurne, non sono corrisposte atipicità rilevanti nelle temperature minime notturne: la scarsa copertura nuvolosa ha infatti favorito un’escursione giornaliera molto più ampia del solito».
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