Call center, 157 posti tornano a rischio

L’AQUILA. Salta il tavolo delle trattative, a causa di diatribe societarie, e rischiano il posto di lavoro i 157 operatori del call center Customer 2 Care. L’azienda Contact Center Sud di...
L’AQUILA. Salta il tavolo delle trattative, a causa di diatribe societarie, e rischiano il posto di lavoro i 157 operatori del call center Customer 2 Care. L’azienda Contact Center Sud di Battipaglia, che avrebbe dovuto ricollocare il personale aquilano nella gestione della commessa Wind3, si è tirata fuori, per questioni legali pregresse con C2C. I sindacati non ci stanno e chiedono un intervento urgente alle istituzioni, sollecitando un incontro in prefettura, e alla committente Wind3, chiamata a salvaguardare l’occupazione. La situazione è precipitata lo scorso 4 marzo: «Dopo diversi incontri anche in sedi istituzionali, dove le parti avevano mostrato la volontà di trovare un’intesa», spiegano Slc-Cgil e Uilcom-Uil nazionali e locali, «al termine di un difficile e tortuoso confronto è saltato il tavolo delle trattative a causa del permanere di contrasti tra le due società coinvolte, C2C e CCSud. Abbiamo proseguito con la trattativa, insieme alle rsu, per cercare di raggiungere un accordo che salvaguardasse la difesa dell’occupazione nel sito aquilano. Sono 157 le lavoratrici e lavoratori che da più di un mese sono in “ostaggio” di diatribe tra C2C e CCSud, a seguito della disdetta del contratto di subappalto per le attività legate alla committente Wind3. Come ribadito in più occasioni, non abbiamo alcun interesse a entrare nel merito delle questioni legali tra le due società, piuttosto abbiamo il solo obiettivo di salvaguardare l’occupazione di 157 dipendenti in un territorio già abbondantemente dilaniato da drammi occupazionali». I sindacati sottolineano che «non si potrà permettere che le controversie legali tra le due società finiscano per danneggiare i lavoratori, vittime inconsapevoli di una situazione oramai paradossale». All’appello lanciato sono arrivate le prime risposte: «I lavoratori del call center C2C», dice il sindaco Pierluigi Biondi, «non devono essere utilizzati come scudi umani per contenziosi aziendali che non possono incidere sul futuro di un territorio che quotidianamente lotta per risollevarsi dalle macerie, anche economiche e sociali, ereditate dal sisma». Il sindaco rivela che «la rottura del tavolo delle trattative ha colto tutti di sorpresa, soprattutto perché finalmente sembrava che all’orizzonte si stesse profilando una soluzione con l’apertura di un nuovo sito a Bazzano in cui reimpiegare i circa 160 operatori». Secondo il vicepresidente vicario del consiglio regionale Roberto Santangelo, «si è consumata una lacerazione difficilmente sanabile senza che ci sia un intervento deciso del ministro delle Attività produttive nei confronti della committenza Wind3». Sostegno ai lavoratori dall’assessore Francesco Cristiano Bignotti. «Non si possono tenere 157 lavoratrici e lavoratori ostaggio delle liti di due aziende», scrive la deputata Pd Stefania Pezzopane. Al ministro presenterà un’interrogazione il senatore Gaetano Quagliariello (Idea).

