Call center, a rischio 110 lavoratori

30 Maggio 2023

Monticchio, l’allarme dei sindacati: «Futuro in bilico per gli operatori di Acea»

L’AQUILA. «Scongiurare l’ennesimo dramma occupazionale». Nell’assemblea convocata nella sede della Cgil all’Aquila, i sindacati hanno evidenziato alle istituzioni la loro preoccupazione sul futuro in bilico dei 110 operatori del call center Tecnocall di Monticchio, impiegati sulla commessa Acea Mercato Maggior Tutela. I timori sono legati «all’imminente chiusura del servizio per tutte le utenze a partire dal 10 gennaio 2024. Dal mese di dicembre 2019», ricordano i segretari di Scl-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, Marilena Scimia, Antonio De Simone e Piero Francazio, insieme alle Rsa, «in seguito al bando di gara per il servizio di assistenza clienti indetto da Acea, il servizio elettrico è stato suddiviso in due lotti, il mercato libero gestito attualmente a Roma e quello del mercato tutelato gestito esclusivamente all’Aquila. Il processo di migrazione degli utenti “altri usi” è iniziato verso il mercato libero a gennaio 2023 e si è concluso ad aprile 2023 con la conseguente perdita dei volumi di traffico. A tutto questo», sottolineano i sindacati, «si aggiungerà la prossima migrazione degli utenti domestici che dovrebbe terminare il 10 gennaio 2024 con la conseguente ricaduta sui livelli occupazionali sul nostro territorio». Ieri all’assemblea, alla quale erano stati invitati i rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e comunali, hanno partecipato il senatore Michele Fina, il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo, i consiglieri regionali Pierpaolo Petrucci e Americo Di Benedetto e il consigliere comunale con delega al lavoro Fabio Frullo: «Abbiamo avviato un percorso unitario», concludono i sindacati, «per la risoluzione di questa complicata vertenza a salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale in un territorio già duramente colpito». I 110 operatori del call center nel polo industriale di Monticchio hanno iniziato a lavorare sulla commessa Acea a dicembre del 2019, ma già ad agosto del 2020 i sindacati avevano lanciato l’allarme sulla mancanza di volumi di lavoro. La situazione pareva essersi risollevata a settembre del 2021, quando era arrivata la proroga per un anno del servizio clienti gestito per il fornitore di energia. Ora è di nuovo buio. (r.s.)