Call center Comdata, commissione antivirus e lavoro da casa per 180 operatori su 500

Sarà una commissione paritetica sindacati-azienda a vigilare sulla corretta applicazione delle misure di contenimento della diffusione del coronavirus all’interno del call center Comdata. Ieri i 500...
Sarà una commissione paritetica sindacati-azienda a vigilare sulla corretta applicazione delle misure di contenimento della diffusione del coronavirus all’interno del call center Comdata. Ieri i 500 operatori sono tornati al lavoro, dopo la chiusura del sito in seguito alla segnalazione di un caso sospetto, ma resta alta la preoccupazione tra il personale impegnato nella commessa nazionale dell’Inps. La decisione di istituire una commissione di vigilanza è stata presa al termine di una riunione tra l’azienda e le organizzazioni sindacali, che da giorni chiedono l’attivazione di misure di sicurezza, ma anche del telelavoro. Una novità in tal senso arriva dalla possibilità che già a partire da domani 130 persone possano lavorare da casa: Comdata ha annunciato che attiverà lo smart working per 700 dipendenti su tutto il territorio nazionale e nella sede aquilana ne potranno beneficiare in 180, di cui 130 sono già pronti, in quanto in possesso degli strumenti e delle apparecchiature necessari. Si stanno eseguendo le verifiche di connettività. Intanto continuano gli appelli per il call center aquilano, dopo che un addetto è stato posto in isolamento domiciliare per essere entrato in contatto con una persona a sua volta in contatto con un positivo. Per il coordinatore della Cisal Comunicazione Venanzio Cretarola (nella foto) risulta «incomprensibile e inaccettabile il comunicato con cui Comdata dispone la riapertura della sede, senza alcun attestato formale da parte degli enti competenti. Non è possibile». Uilcom-Uil, Slc-Cgil e le Rsa hanno scritto all’Asl e alla Regione chiedendo «informazioni ufficiali e certificate» sul caso sospetto. «Ci rendiamo conto», si chiede Gianni Padovani del Psi, «di cosa vorrebbe dire un positivo al Covid-19 in un posto di lavoro che impiega quasi 500 persone? Quando si deciderà di far lavorare gli operatori da casa?». Una delle operatrici di Comdata si è rivolta direttamente al presidente dell’Inps Tridico: «Vi rendete conto che per rispondere al telefono state mettendo a rischio la salute di operatori che ogni giorno sono costretti a lavorare per fare che? Potrei capire i call center che rispondono sulla salute e sanità in questo periodo di emergenza, ma il call center dell’Inps che necessità deve soddisfare? Noi chiediamo di lavorare in situazione sicura, perché non ci date il diritto di utilizzare lo smart working?». (r.s.)

