Call center, in 46 vanno a casa

Tegola su alcuni dipendenti a tempo indeterminato di E-Care. Scimia (Cgil): «Inaccettabile»
L’AQUILA. Doccia fredda per 46 dipendenti interinali del Call center E-Care che ha sede a Monticchio.
Questi, infatti, nella giornata di ieri hanno appreso dai vertici aziendali che da oggi non dovranno più presentarsi al lavoro. Una decisione che forse non stupisce più di tanto vista l’aria che tira da parecchi mesi in questo comparto lavorativo ma la comunicazione così improvvisa ha colto di sorpresa gli interessati. Si tratta, tra l’altro, di persone con contratto a tempo indeterminato.
Alla base di questa drastica decisione c’è, probabilmente qualche problema contrattuale intercorso tra l’agenzia interinale e l’azienda in relazione a una commessa, azienda che complessivamente dà lavoro a circa 380 persone.
«Una decisione inaccettabile», ha commentato Marilena Scimia (Rsu-Cgil), «e faremo il possibile per farla rientrare chiedendo spiegazioni e cercando soluzioni. Di certo non intendiamo abbassare la guardia a fronte di persone che vanno a casa».
Poco più di un mese fa lo stesso call center aveva avviato una procedura di licenziamento per circa 26 persone, a fronte di 211 addetti su tutto il territorio nazionale.
E-Care lavora sul territorio italiano tramite cinque sedi operative: L’Aquila, Roma, Milano, Torino e Bari e occupa circa 2000 lavoratori di cui 388 sono all’Aquila.
A seguito di un difficile contesto economico E-Care spa ha avviato un processo di ricapitalizzazione con contestuale aumento e mutamento della compagine azionaria.
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