Call center Inps, Cretarola lancia l’allarme per la città

10 Maggio 2018

Il presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila denuncia lo «sgambetto» Transcom a danno di Lavorabile

L’AQUILA. «Si sono create le condizioni per mettere a rischio i lavoratori aquilani». Torna a lanciare un grido d’allarme Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila, che da tempo segue la vertenza dei 560 operatori del call center Lavorabile. In attesa di sapere chi si aggiudicherà la mega commessa dell’Inps, Cretarola ha scritto una lettera aperta ai parlamentari e alle istituzioni locali, dove ipotizza uno «sgambetto» da parte di Transcom, ai danni del sito aquilano: «Temiamo un vero e proprio scippo di posti di lavoro», dice Cretarola, «a seguito delle iniziative che Transcom e Almaviva portano avanti da molto tempo, creando le condizioni per spostare facilmente centinaia di posti di lavoro in sedi diverse da quella dell’Aquila, nel caso vincessero la gara. Si sono create le condizioni per mettere a rischio gli oltre 500 posti di lavoro aquilani, nel silenzio assordante delle istituzioni regionali e locali e dei sindacati confederali. Chi tace non è solo distratto: è colpevole».
Cretarola ricostruisce le ultime vicende: «Grazie alla battaglia condotta dalla nostra associazione, l’Inps ha formalmente comunicato che la clausola sociale di garanzia occupazionale va applicata a 2389 addetti alla data di maggio 2017, divisi tra 10 sedi. Nel frattempo però Transcom, attuale gestore capofila, coopera con Almaviva per consentirle di licenziare, a dicembre 2016, circa 300 operatori addetti Inps nella sede di Roma e spostare la commessa a Napoli, dopo un accordo che riduce lo stipendio di quasi il 20%, e quasi raddoppiando gli occupati precedenti su Inps. Transcom ha inserito nel 2016 lavoratori interinali a Lecce per sostituire i 300 licenziati di Almaviva. Oggi ne sono impiegati ancora oltre 140. Quindi ci sono altre 2 sedi in Italia, Napoli e Lecce. Inoltre, da 3 mesi Transcom affida in subappalto una parte della commessa, con 75 addetti sui 100 licenziati 2 anni fa, alla neo costituita società Netith, il cui direttore generale è l’ex dirigente Transcom ed ex responsabile della commessa Inps». Tirando le somme, Cretarola sottolinea che «rispetto ai 2389 addetti del 2017 ai quali l'Inps dovrebbe garantire la clausola sociale, ce ne sono oggi circa 400 di più, quasi tutti a 20 ore settimanali. Aumentando il loro orario di lavoro settimanale, riuscirebbero a coprire l’attività svolta finora dal personale aquilano, mettendolo con le spalle al muro».
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