Call center, invito a Boeri a tutelare i lavoratori aquilani

4 Marzo 2017

L’AQUILA. «Stiamo chiedendo il rispetto della legge». L’associazione Lavori@mo per L’Aquila replica alle affermazioni del presidente Inps Tito Boeri e annuncia: «Un bando scorretto provocherebbe una...

L’AQUILA. «Stiamo chiedendo il rispetto della legge». L’associazione Lavori@mo per L’Aquila replica alle affermazioni del presidente Inps Tito Boeri e annuncia: «Un bando scorretto provocherebbe una mobilitazione ancora più elevata, oltre che ricorsi legali a ogni livello».

Sulla vertenza dei 560 operatori del call center Lavorabile interviene anche la senatrice Pd Stefania Pezzopane, sottolineando che «non è possibile che sia proprio l’Inps a fare macelleria sociale sulla pelle dei lavoratori». Tutto gira intorno al nuovo bando per l’aggiudicazione della commessa gestita all’Aquila. «Nemmeno a noi interessa sapere chi vincerà la gara», spiega il presidente dell’associazione Venanzio Cretarola, «ma esigiamo di sapere come si intende garantire la legge sulla clausola sociale. L’Inps non è un’azienda privata, ma un ente pubblico. Insomma, Boeri poteva esprimersi molto meglio: vogliamo pensare che sia stato preso alla sprovvista, preso com’è da tanti impegni che gli rendono difficile concentrarsi sulle sorti di oltre 2000 lavoratori. Dobbiamo dargli una mano ricordandoglielo spesso. Noi abbiamo ampiamente spiegato a tutta Italia perché un bando che non assicura la continuità occupazionale degli attuali addetti è semplicemente illegittimo, oltre che causa di sperpero di soldi pubblici, oltre a mettere a rischio la qualità del servizio pubblico».

La senatrice rivolge un appello al governo, «affinché vigili, nel rispetto dell’autonomia dell’ente, sul bando di gara, che dev’essere conforme alle normative sulla clausola sociale e sull’esclusione dal massimo ribasso delle spese per il personale, introdotte con il codice degli appalti e la legge di Bilancio 2017. È ovvio che la commessa debba essere messa a bando. Non importa quale azienda vincerà», conclude, «ma esistono norme precise per la tutela dei lavoratori, che all’Aquila hanno in gran parte contratti a tempo indeterminato».(r.s.)

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