Call center, primi 50 tagli La Cgil: li impugneremo

SULMONA. Sono arrivate le prime lettere di licenziamento per una cinquantina di operatori della 3G e la Slc Cgil è pronta a impugnarle. Entra nel vivo il piano degli esuberi annunciato dal call...
SULMONA. Sono arrivate le prime lettere di licenziamento per una cinquantina di operatori della 3G e la Slc Cgil è pronta a impugnarle. Entra nel vivo il piano degli esuberi annunciato dal call center sulmonese ad agosto. E a distanza di 20 giorni dall’ultimo incontro al ministero del Lavoro la vertenza rischia di finire in tribunale. Ieri Riccardo Saccone e Martina Scheggi della segreteria nazionale Slc Cgil, accompagnati da Marilena Scimia (Slc Cgil regionale), Dario Angelucci (Slc provinciale) e dal segretario della Cgil, Umberto Trasatti, hanno annunciato l’impugnazione delle lettere di licenziamento davanti al giudice del lavoro. «Qui ci si sta basando solo sull’organizzazione aziendale e sulla produttività» fanno notare Saccone e Scheggi «e non sulle norme in fatto di interruzione del rapporto di lavoro. Siamo pronti a portare tutto in tribunale e a non sottostare ad alcun ricatto, come quello che ci è stato proposto di far scendere il numero dei licenziamenti da 232 a 125 in cambio della possibilità di lasciare carta bianca all’azienda su chi mandare a casa».
La proprietà del call center sulmonese ha confermato i 232 esuberi annunciati ad agosto, 102 dei quali solo a Sulmona per via del periodo di difficoltà in atto e del regime di ristrutturazione del debito (circa un milione e 300mila euro) posto in essere.
«Questa deve diventare la vertenza simbolo di questo territorio che non si può permettere di perdere altri posti di lavoro» aggiungono Scimia e Trasatti «per questo continueremo questa vertenza in procedura d’urgenza, in base all’articolo 700 sui licenziamenti, in modo da ricevere risposte più veloci dalla giustizia. Per questo abbiamo già avviato la richiesta di clausola sociale per i call center e abbiamo già chiesto nuovo incontro al ministero del Lavoro e alla proprietà per rifare il punto sui numeri. L’azienda è sempre più appesa a un filo di un telefono che squilla sempre meno».
Federica Pantano
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