Cam e bilanci falsi Due Comuni chiedono i danni
AVEZZANO. Si sono costituiti parte civile e hanno chiesto un risarcimento di un milione. Si tratta dei comuni di Carsoli e di San Benedetto, difesi dagli avvocato Emilio Amiconi e Mario Petrella, e...
AVEZZANO. Si sono costituiti parte civile e hanno chiesto un risarcimento di un milione. Si tratta dei comuni di Carsoli e di San Benedetto, difesi dagli avvocato Emilio Amiconi e Mario Petrella, e la vicenda riguarda l’accusa di falso in bilancio che secondo la Procura è stato messo in atto al Consorzio acquedottistico marsicano. Accusa che ha portato al rinvio a giudizio di otto persone, fra le quali l’ex presidente del Cam, Gianfranco Tedeschi, e i rappresentanti del Cda, Berardino Franchi e Pasqualino Di Cristofano.
Sulla vicenda è intervenuto anche Lorenzo De Cesare, che per sei mesi fu presidente del Cam, dopo Tedeschi. «Per me non è una novità che nel bilancio del Cam sono stati iscritti crediti ormai prescritti per oltre cinque milioni di euro o che ci fossero metodi quantomeno discutibili nell’eseguire pagamenti», afferma De Cesare, «ad esempio alcuni fornitori venivano pagati con moltissimo ritardo ed altri con solerzia. Come non è una novità l’enorme indebitamento della società. Con ciò non voglio affermare che il bilancio del Cam sia falso, ma di sicuro la sua gestione ha avuto un periodo oscuro. Allora ci sono alcune domande da porsi. Come mai di 35 comuni solo l’ex giunta Floris ad Avezzano approvò la delibera di denuncia al tribunale per gravi irregolarità nella gestione della partecipata Cam Spa? Perché l’attuale giunta Di Pangrazio non ha fatto niente?». (p.g.)

