Cam, il comitato Acqua nostra: avevamo ragione

30 Agosto 2014

AVEZZANO. «La denuncia presentata dal nostro comitato alla Procura della Repubblica nel 2013 e la diffida al Cam sottoscritta da oltre tremila cittadini di Celano hanno finalmente prodotto i...

AVEZZANO. «La denuncia presentata dal nostro comitato alla Procura della Repubblica nel 2013 e la diffida al Cam sottoscritta da oltre tremila cittadini di Celano hanno finalmente prodotto i risultati che ristabiliscono l’esatta dimensione del problema». Lo afferma Gianvincenzo Sforza, responsabile del comitato Acqua nostra, alla luce dell'inchiesta che vede indagate cinque persone tra ex e attuali dirigenti per i depuratori fuori uso oppure mal funzionanti. Ora il comitato chiede la sospensione del pagamento delle bollette per un servizio che non viene fornito e un'azione legale di risarcimento per i canoni già pagati. «Ci dispiace che molti nostri concittadini, presi da una eccessiva fretta e dalla convinzione che il Comitato stesse perdendo solo tempo», afferma Sforza, «abbiano pagato le bollette che noi avevamo consigliato di sospendere. Ora è legittimo che in attesa del giudizio finale da parte del tribunale i cittadini continuino a sospendere il pagamento delle bollette fino a quando il Cam (o l’Ato) non decurteranno le somme percentuali riscosse attraverso le bollette per la depurazione e non dovute dagli utenti». (p.g.)

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