Cam, la salvezza è vicina: scongiurato il fallimento
Più del 50% dei creditori ha optato per il via libera al concordato preventivo, salvaguardati anche i posti di lavoro
AVEZZANO. All’orizzonte del Cam, da anni nella bufera per la mala gestione che ha accumulato 120 milioni di euro di debiti, spingendo la società di gestione del ciclo idrico integrato sull’orlo del baratro, si intravede uno spiraglio di luce. Alla scadenza dei termini, infatti, la maggioranza dei creditori avrebbe optato per il via libera al concordato: indiscrezioni, da fonte autorevole, infatti, danno per superato il quorum minimo del 50%, in due dei tre segmenti dei creditori, per fermare la corsa verso il fallimento e garantire la salvaguardia dei posti di lavoro. Il responso, però, è ancora da scrivere: accolti i pareri delle centinaia di creditori, infatti, ora è scattata la fase di verifica e controllo dei dati. Compito dei giudici dell’ufficio fallimentare del tribunale di Avezzano, Caterina Lauro, Andrea Dell’Orso e Giulia Sorrentino che, nel febbraio scorso, hanno dichiarato fattibile il “piano di rientro” messo nero su bianco dal Consorzio acquedottistico marsicano per saldare parte del debito e scongiurare il fallimento della società che dà lavoro a quasi 100 dipendenti, dando la parola a tutti i creditori.
Per vigilare sulla delicata procedura i giudici nominarono tre commissari: Giacomo D’Attorre, Riccardo Tiscini e Valerio Dell’Olio. Partì, quindi, l’operazione di verifica di gradimento dei creditori: stretti tra il recupero di una quota ridotta del credito, attorno al 30% di media, e il rischio di perdere tutto, la maggioranza degli interpellati, grandi e piccoli, avrebbero aderito alla proposta al ribasso del Cam. A quasi 2 anni dall’avvio delle procedure, messe in cantiere all’inizio dell’anno scorso dalla governance del consorzio acquedottistico, mentre il piano mirato a evitare il fallimento è stato presentato al tribunale il 15 ottobre del 2018, ora è scattato il conto alla rovescia finale che sancirà il futuro del Consorzio acquedottistico marsicano.
Se le indiscrezioni che indicano il superamento dell’insidioso scoglio dell’esercito di creditori troveranno la conferma dei giudici dell’ufficio fallimentare, allora la governance della società di gestione del ciclo idrico – il consiglio di gestione composto da Manuela Morgante (presidente) e Flavio De Luca (consigliere) e l’organismo di sorveglianza formato da Alessandro Pierleoni (presidente), Antonio Mostacci e Felicia Mazzocchi – sotto la supervisione dei tre commissari, dovranno seguire passo passo il piano di rientro che prevede l’azzeramento dei debiti in formula ridotta entro i prossimi cinque anni. Nella speranza che la malagestio non trovi più spazio nella sede di Caruscino.
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