Cambia la geografia degli edifici in centro

Il sindaco: «Il cinema Massimo non riaprirà». La Bper torna sotto i portici
L’AQUILA. Si prepara la rivoluzione nella geografia dei palazzi nel centro storico, una volta ultimata la ricostruzione. Almeno per quanto riguarda l’Asse centrale.
Alcuni enti e istituzioni hanno trovato posto altrove e non rientreranno. Altri, invece, potrebbero non riaprire e altri potrebbero insediarsi o reinsediarsi.
IL CINEMA MASSIMO. I lavori di recupero edilizio post-sisma 2009 sono in corso nel palazzo che ospita il cinema Massimo. Ma non è detto che torni una sala cinematografica. Una prima tranche di finanziamenti è stata erogata, ora si è in attesa della seconda parte dei soldi. La struttura non aveva subìto grossi danni.
Ma i lavori sono necessari per la messa in sicurezza dell’edificio. «Lo stabile è di proprietà del Comune, ma per il momento non sappiamo di preciso cosa farci. Non credo che tornerà una sala cinematografica», afferma il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Quello del cinema Massimo è comunque uno spazio importante, anche come sala convegni e incontri, nonché teatro: non a caso originariamente, con i suoi 360 posti tra galleria e platea, era chiamato cinema-teatro, come il Rex, e ci si svolgevano anche concerti musicali.
BIGLIETTO D’ORO. «Quando ero sindaco la nostra intenzione era di far tornare il Massimo come cinema a schermo unico», dice l’ex primo cittadino, Massimo Cialente, «e proprio come cinema a schermo unico nel 2008 ha vinto il “Biglietto d’oro”, un premio riservato a questa categoria di cinema, perché allora il Massimo in alcune sere faceva più biglietti della multisala Garden di Monticchio. Aveva un circuito particolare, le Quattro Fontane, con proiezioni che avevano una grande presa sul pubblico. Ed era rimasta l’unica sala cinematografica in città».
LANTERNA MAGICA. Biondi cita anche la Lanterna Magica e l’Accademia, come possibili fruitori dell’edificio del Massimo che, secondo il sindaco, appunto, non riaprirà come cinema.
GLI AMICI DEL BAR... Quella sera del 5 aprile 2009 c’erano in tutto 12 persone nel cinema Massimo, allo spettacolo delle 22.30. Proiettavano “Gli amici del bar Margherita”, di Pupi Avati, con Diego Abatantuono. C’erano 5 spettatori in galleria e 7 in platea. Alle 23.45 la prima scossa forte, di magnitudo 4.0. Alcuni degli spettatori sono scappati. La storica maschera del Massimo firmò il retro dei biglietti: «Così potete tornare domani», disse. Ma due minuti dopo scese dalla sala proiezione Luciano, l’operatore, che disse alla maschera: «Facciamo uscire tutti, sono caduti dei calcinacci». Poco più di quattro ore dopo, la catastrofe. Il manifesto di quel film è conservato dall’associazione Jemo ’nnanzi.
PALAZZO EX CARISPAQ. Oltre al Palazzo che ospitava la sede regionale Inps, lungo corso Federico II, proprio di fronte al cinema Massimo, dove l’Istituto di previdenza non rientrerà, ci sono altri edifici che hanno cambiato “padrone” e hanno rivoluzionato la geografia dei palazzi del centro storico. Uno di questi è la prefettura, ricostruita ex novo dove prima c’erano gli Uffici finanziari (oggi Agenzia delle entrate) e uno storico negozio di scarpe. L’edificio è stato demolito e ricostruito. Ma la novità vera potrebbe arrivare dal palazzo della ex Carispaq, sotto i portici di corso Vittorio Emanuele.
L’imponente edificio, cantierizzato e in via di ristrutturazione, al 90% verrà acquistato dalla fondazione Carispaq, per 4,5 milioni di euro. E dovrebbe tornarci la banca (Bper), lasciando Strinella 88. «La Bper dovrebbe occupare il piano terra e il primo piano», conferma il professor Fabrizio Marinelli, della Fondazione Carispaq, «mentre per gli altri due piani vedremo».
PIAZZA DUOMO. In piazza Duomo, invece, non dovrebbero esserci rivoluzioni. Entro aprile rientreranno alcune attività commerciali intorno all’anello e anche le Poste dovrebbero rientrare nella sede storica, accanto alla chiesa del Suffragio. Ha già svuotato i locali, invece, la Bnl, nonostante sia stata la prima banca a riaprire in centro, insieme alla Banca d’Italia.
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