Camera Commercio Santilli lascia?

14 Ottobre 2016

L’AQUILA. Il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni. Travolto da un fiume di polemiche per i ritardi nella fusione con Teramo,...

L’AQUILA. Il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni. Travolto da un fiume di polemiche per i ritardi nella fusione con Teramo, accusato da alcune associazioni di categoria «di non aver saputo gestire il delicato passaggio» e nel mirino dei sindacati, che hanno chiesto chiarimenti sull’intera vicenda e sull’applicazione della riforma camerale, Santilli è in procinto di gettare la spugna. Tante, troppe le pressioni sulla testa del presidente che, nel suo secondo mandato, sembra scontare l’alleanza tra Confcommercio e Confindustria, che lo ha portato alla rielezione. L’indiscrezione sulla volontà di rassegnare, a breve, le dimissioni emerge proprio dagli ambienti della Camera di commercio aquilana, dove il clima è tesissimo. E’ noto, ormai, che anche all’interno del consiglio dell’ente, Santilli non gode più del pieno e totale appoggio di tutti i componenti. C’è una frangia che da mesi contesta, più o meno apertamente, la governance della Camera aquilana e che è in rotta con la «gestione totalitaria e da prima donna dello stesso presidente». E molte associazioni di categoria sono uscite allo scoperto chiedendo a Santilli «di intervenire pubblicamente sulla questione». Chiarimenti che il presidente, contattato ieri anche dal nostro giornale, non ha voluto finora fornire. Intanto, è stato convocato per martedì prossimo il consiglio di presidenza della Cna, con all’ordine del giorno proprio «la vertenza Camera di commercio dell’Aquila e la discussione sulle dimissioni del presidente». Segno che tra le associazioni di categoria il malumore nei confronti di Santilli è crescente, tanto da indurre il presidente a valutare l’opportunità di rassegnare le dimissioni. E’ quanto avrebbe detto ai suoi più stretti collaboratori, manifestando tutto il disagio «per una posizione che, ormai, appare non più granitica come nel primo mandato». Un dato è certo. Alla questione aperta sulla fusione delle Camere di commercio dell’Aquila e di Teramo, si somma una "guerra" tutta interna alle associazioni di categoria che fanno capo all’ente. Santilli, per garantirsi la rielezione al secondo mandato ha scelto, infatti, di rompere la storica alleanza creata all’interno di Rete imprese Italia tra Confcommercio, Cna, Confesercenti e Confartigianato, e di legarsi a Confindustria, numericamente più forte. Un passo che è costato a Santilli la reazione della frangia a lui più ostile. Tra le critiche mosse al presidente «la mancanza di dialogo con le associazioni di categorie e l’assoluta chiusura verso l’esterno, compreso il fatto di non rilasciare dichiarazioni pur di fronte ad un intero territorio che chiede delucidazioni».

Della fusione della Camera di commercio dell’Aquila con Teramo e delle polemiche che stanno travolgendo il presidente dell’ente, Lorenzo Santilli, si sta occupando anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Il sindaco ha annunciato che, a breve, convocherà intorno a un tavolo le associazioni di categoria e il presidente, Santilli, per cercare la quadratura del centro.(red.aq.)