Camera di Commercio, Cialente dice sì alla fusione con Teramo

Il sindaco: «La classe dirigente deve superare i personalismi per un progetto ad ampio respiro» Le sue pressioni sul presidente Santilli si aggiungono a quelle della Cna, sindacati e associazioni
L’AQUILA. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, si schiera a favore della fusione della Camera di commercio aquilana con quella di Teramo.
Lo definisce «un passaggio necessario, da chiudere a stretto giro di posta». Ma da Cialente arriva anche una dura reprimenda alla classe dirigente, «chiamata a svolgere il proprio ruolo superando i personalismi, gli egoismi e le lobby, per fare spazio a un progetto di ampio respiro, a favore del territorio».
Il riferimento, esplicito, è al presidente della Camera di commercio dell'Aquila, Lorenzo Santilli, accusato, da più parti, «di aver accumulato un ritardo eccessivo nell'iter procedurale per la fusione con l'ente camerale teramano, guidato da Giandomenico Di Sante». Così, dopo l'attacco pubblico dell'ex vice presidente della Camera di commercio, Agostino Del Re, del presidente provinciale della Cna, Giorgio Stringini, che siede anche in consiglio camerale, di Cgil, Cisl e Uil e di alcune associazioni di categoria, che hanno preso le distanze dalla politica gestionale di Santilli, a scendere in campo è Cialente. «L'Abruzzo conta appena 1 milione e 300mila abitanti e le zone interne soffrono un isolamento evidente. L'unica cosa che possiamo fare, come per la sanità», dice il sindaco, «è andare verso una razionalizzazione che consenta di unire le forze, sulla base delle vocazioni territoriali, e aumentare il rapporto costo-benefici, a vantaggio di questi ultimi».
Un sì palese alla fusione tra le Camere di commercio dell'Aquila e di Teramo.
«Due territori omogenei, che devono dialogare tra di loro», sottolinea Cialente, «nel sistema camerale è inserito l'elemento-chiave per la crescita futura delle nostre zone: il turismo. Un settore in cui l'Abruzzo figura al penultimo posto in Italia. Dobbiamo recuperare questo gap e sviluppare un progetto strategico. La fusione delle due Camere di commercio va certo in questa direzione».
Cialente, nell'evidenziare «il ruolo strategico dell'ente camerale», punta l'indice contro «la classe dirigente, troppo presa da personalismi ed egosimi di parte, che producono solo posizioni rigide e dannose. Il presidente, Santilli», dice, «deve farsi carico, con senso di responsabilità, di portare a termine questo percorso. Il ritardo accumulato non è più giustificabile, considerando anche le importanti funzioni che svolge la Camera di commercio, a cui fa capo tutto il sistema delle imprese locali. Ed è proprio da raccordo che deve fungere l'ente. L'accorpamento delle due Camere di commercio si rende, ormai, indispensabile. I presidenti si siedano al tavolo della discussione e chiudano rapidamente la partita».
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