Camera di commercio, la Cisl: no alla sede legale a Teramo

3 Ottobre 2017

Con il riordino degli enti camerali potrebbe prevalere la provincia con il maggior numero di imprese Sangermano: «Non è pensabile che il capoluogo di regione subisca un'ulteriore spoliazione»

L’AQUILA. «La nuova sede legale della Camera di commercio Gran Sasso d'Italia dovrà essere all'Aquila. Non è pensabile che il capoluogo di regione subisca un'ulteriore spoliazione, senza che vi sia una visibile mobilitazione di tutti gli attori territoriali». A lanciare l'allarme è il segretario Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano, che fa riferimento alla possibilità che la sede del nuove ente finisca a Teramo. Il 27 gennaio 2017, con un decreto del ministero dell’Economia, è stata istituita la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura Gran Sasso d’Italia. Il 22 novembre del 2016, erano stati i due enti camerali dell’Aquila e Teramo a siglare l’accordo sull’accorpamento, trasmesso al ministero, che prevedeva l'assegnazione della sede legale all'Aquila e di quella secondaria a Teramo, che avrebbe però avuto la presidenza. L’8 agosto 2017, il ministro Carlo Calenda ha firmato il decreto di attuazione della riforma degli enti camerali, che riduce da 95 a 60 le sedi. Ma in attesa che il commissario Fausta Emilia Clementi costituisca il nuovo consiglio camerale, che poi eleggerà il presidente, si rimescolano le carte e Teramo rivendica la sede: «Un'eventualità», spiega il segretario Cisl, Sangermano, «suffragata dalla nota diffusa, il 25 settembre scorso, dal presidente dell'ente camerale teramano, Gloriano Lanciotti, in cui si fa riferimento al decreto di riforma del sistema camerale dell'8 agosto 2017. Il decreto individua due nuove Camere di commercio in Abruzzo: Chieti-Pescara e la Camera del Gran Sasso d'Italia e, come criterio di determinazione della sede legale, indica quello della maggiore presenza di imprese nelle relative province di riferimento». Sangermano fa notare come «l'accordo sottoscritto dalla Camera di commercio dell'Aquila e da quella di Teramo prevedeva che la sede legale fosse localizzata nel capoluogo di regione. Decisione che potrebbe essere ribaltata, come annunciato dal presidente Lanciotti, che sottoporrà l'argomento all'attenzione della giunta e del consiglio camerale». Sangermano, quindi, chiama a raccolta tutti gli enti e le associazioni locali «a partire dagli amministratori della Camera di commercio aquilana, che sull'argomento non hanno fatto ancora sentire la loro voce. Bisogna agire subito e in modo compatto, per evitare che L'Aquila subisca un nuovo scippo di strutture amministrative fondamentali per il territorio. L'ente camerale raccoglie tutto il mondo produttivo locale ed è rappresentativo di migliaia di imprese: un presidio importante che deve restare in città». Per la Cisl, «occorre avviare una mobilitazione congiunta a difesa del capoluogo e di tutte le strutture istituzionali e rappresentantive. L'Aquila non può permettersi di perdere ulteriori uffici e funzioni, in virtù di un mero ragionamento numerico».
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