Camorrista ubriaco in carcere picchia e ferisce tre poliziotti

L’uomo si è scagliato come una furia prima contro l’assistente capo e poi su altre cinque guardie I sindacati tornano a sollecitare il potenziamento degli organici nella principale prigione d’Abruzzo
SULMONA. Sei agenti di polizia penitenziaria impegnati a fermare la furia di un detenuto ubriaco che, per alcuni minuti ha seminato il terrore nel carcere di Sulmona. Una brutale aggressione quella che è andata in scena, domenica sera nel carcere di Sulmona con tre agenti feriti tutti trasportati in ospedale. Protagonista un detenuto camorrista, che viene impegnato nella pulizia degli ambienti carcerari, il quale al richiamo di una guardia al rispetto dei protocolli (pare che il detenuto fosse visibilmente ubriaco), avrebbe reagito con violenza scagliandosi contro l’assistente capo colpendolo ripetutamente al volto e alla testa. In soccorso del collega sono intervenuti altri cinque agenti, i quali sono riusciti con grande difficoltà a frenare la furia del detenuto e a farlo calmare. Altre due guardie sono rimaste ferite e anche per loro si è reso necessario il trasporto nel pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona da dove sono stati dimessi con una prognosi di dieci giorni. Sulla vicenda sono intervenute le organizzazioni sindacali di categoria stigmatizzando l’episodio e chiedendo urgenti misure per ristabilire i livelli di sicurezza per il personale che opera nel carcere di Sulmona.
«Un’aggressione del genere è dai tempi degli internati che mancava nel novero degli eventi critici che accadono in un istituto come quello di Sulmona», afferma il segretario territoriale della Uil Mauro Nardella, il quale punta l’indice sulla grave carenza di organico che si trova ad affrontare il carcere più grande d’Abruzzo. «Certo è che la gravissima carenza di organico che riguarda il penitenziario di Sulmona non solo non consente un’adeguata protezione così come si converrebbe per un istituto di pena ma non permette, come di fatto si è verificato, un sufficiente impiego di forze proprio nei casi di eventi violenti come quello accaduto domenica. La Uil, prima che si ripetano ancora casi del genere e prima che raggiungano livelli di ancor più elevata criticità e gravità, chiede innanzitutto il rinforzo degli organici», conclude Nardella, «l’immediato trasferimento del detenuto protagonista dell’aggressione e, qualora dovesse essere confermata l'ipotesi dell'ubriachezza del detenuto, anche un intervento sull’utilizzo di alcol in carcere».
Analoga richiesta è arrivata anche dall’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Ussp) che, tramite il segretario regionale Sabino Petrongolo chiede «come si possa continuare a lavorare con questa grave carenza di organico che attanaglia non solo Sulmona ma le carceri di tutta la regione. Da tempo stiamo chiedendo al governo di individuare una pena adeguata per quelli che aggrediscono gli operatori di polizia. Per Donato Capece, segretario del sindacato autonomo Sappe, «ormai è un bollettino di guerra e le vittime sono sempre le stesse: donne e uomini della polizia penitenziaria».
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