Campagna olearia Un’ottima annata per quantità e qualità

I produttori della Valle Roveto: una stagione eccelsa È prevista una raccolta di circa 20mila quintali di olive
SAN VINCENZO VALLE ROVETO. Annata da incorniciare per gli olivicoltori della Valle Roveto, dove i frantoi lavorano anche di notte per far fronte a un raccolto che si annuncia da record in termini di quantità e qualità.
«La raccolta del 2018», afferma Marcello Blasetti, un decano tra i frantoiani, erede di una tradizione che dura da più di settanta anni, «si annuncia eccezionale. Dopo anni di produzione normale se non addirittura scarsa, stavolta il patrimonio olivicolo un po’ in tutta la Valle presenta una grande carica di frutti veramente eccellenti. Prevediamo di raggiungere i 20 mila quintali di olive». Un anno nel segno della quantità, ma anche della qualità, favorite sia da una stagione eccelsa, che dall’assenza della mosca olearia.
«Per quanto riguarda la qualità», spiega Blasetti, «gli indicatori di questi primi giorni di molitura sono più che soddisfacenti. Il gusto dell’olio è equilibrato tra il piccante e l’amaro: all’assaggio si ha un sapore dolce poi si percepisce l’amaro e il piccante». Nella Valle Roveto gli splendidi uliveti sono caratterizzati da piante secolari di grande mole della varietà autoctona “Monicella”, che stanno a testimoniare la pratica millenaria di questa coltura, in un territorio con una bassa pressione parassitaria e la quasi totale assenza della mosca olearia. Qui, grazie al microclima particolarmente adatto all’olivicoltura, che non richiede la lotta fitosanitaria, si ottengono oli extravergini “Monicella”, ma anche Alvia e altre varietà, di grande pregio biologico, caratterizzati da un colore oro con riflessi verdi, mediamente fruttati, con un leggero aroma di mandorla fresca e con note amare di carciofo, leggermente piccante, con retrogusto amaro, ricchi di sostanze fenoliche e antiossidanti. Gli uliveti a coltivazione biologica hanno spinto l'olio extravergine rovetano nell’olimpo dei prodotti a marchio Slow Food. «Potersi fregiare della chiocciolina di Slow Food», evidenzia il presidente dell’associazione La Monicella, Antonio Di Rocco, è un valore aggiunto per tutto il comparto e la Valle Roveto. Siamo partiti come apripista, ma il trend è in forte crescita. Far parte di questo circuito è sinonimo di qualità e consente di vendere l’olio su mercati particolari e spuntare un prezzo maggiore».
La “febbre” dell’olio ha fatto nascere anche una cooperativa. «Questa è la prima campagna olearia che ci vede impegnati a pieno», racconta il presidente della cooperativa “Comunità agricola Valle Roveto”, Antonello Ricci, «abbiamo affittato diversi oliveti nella Valle e il frantoio Tenuta Corsetti a San Vincenzo Vecchio, dove produrremo olio biologico e soprattutto il monovarietale Monicella».
Piena attività, quindi, nei 5 frantoi della Valle Roveto, 3 a San Vincenzo: Antico frantoio Blasetti (area artigianale, strada regionale 82-San Giovanni Nuovo); Comunità agricola Valle Roveto (località Contraruscio-San Vincenzo Vecchio); Cooperativa agricola San Rocco (via Dante Alighieri-San Vincenzo Vecchio); uno a Balsorano: frantoio pane e olio (località Case Pistola); uno a Civitella Roveto: frantoio San Leonardo.
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