Campana in 50 miniature Dono alla Confraternita

PESCINA. Lo storico Franco Zazzara, che è anche medico, ha donato alla Confraternita di San Berardo, di cui è priore Alfredo Milone, 50 miniature votive della Campana di San Berardo, fatte fondere...
PESCINA. Lo storico Franco Zazzara, che è anche medico, ha donato alla Confraternita di San Berardo, di cui è priore Alfredo Milone, 50 miniature votive della Campana di San Berardo, fatte fondere in bronzo nella rinomata Fonderia vaticana Marinelli di Agnone. La consegna ai confratelli e la cerimonia della benedizione, da parte di don Giovanni Venti, si terranno venerdì 28 nella cattedrale di Pescina. Quella dei fedeli di Pescina e di Colli di Monte Bove per il Campanone è una devozione secolare. I suoi rintocchi a distesa sono legati a particolari eventi. Il più noto è immortalato nell’Inno di San Berardo, protettore della Marsica, che recita: «E al suon del suo bronzo sacrato, scenda mite la pioggia dal ciel». Il suono di campana serviva anche per scandire le ore, per chiamare i fedeli alle funzioni in chiesa e per allarmare la popolazione in caso di incendi e altre calamità. Nel 2004 venne emanato un decreto vescovile per la regolamentazione del suono delle campane, ma in sostanza le occasioni sono rimaste più o meno le stesse. Attualmente il Campanone fa sentire i suoi rintocchi in particolari e significativi eventi religiosi: feste patronali, calamità e avvenimenti importanti, nel caso muoia qualcuno dei confratelli, il Sabato Santo quando si sciolgono le campane dopo il silenzio del Venerdi Santo. I suoi rintocchi a distesa si sono uditi anche in occasione della morte di papa Giovanni Paolo II, ora santificato. Un’antica leggenda vuole che la Campana sia stata sollevata con una pagliuzza per esser messa a dimora nella torre campanaria. Dai documenti si apprende che venne fusa nel 1749. Nel 1803 si ruppe e venne rifusa nel 1806, con una spesa di 1463 ducati: è quella che si può vedere ancora oggi e che pesa circa 800 chili. Nella superficie esterna riporta scene e diverse scritture. Sempre dai documenti risulta che Pescina ha avuto la sua Campana di città fin dal 1552. Per la sua storia, il Campanone di San Berardo è stato soprannominato Maria Berarda dell’Addolorata. (n.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

