Campo 78, la storia nelle epigrafi dei soldati

29 Novembre 2020

Verso il Parco della memoria e un restauro. Il filosofo Setta: «Pronti a collaborare con il Comune»

SULMONA. Codici, iniziali, turni di pulizia e messaggi. È tutta scritta sulle pareti delle baracche del Campo 78 la storia d’Italia tra la dominazione nazifascista e la fine della Seconda guerra mondiale. E proprio ripartendo da quelle epigrafi molte storie e identità dei prigionieri, identificati con codici numerici, sono state ricostruite e celebrate in diverse pubblicazioni. Come quelle del professor Mario Setta, storico e filosofo, oltre che promotore dell’associazione culturale “Il sentiero della libertà”, che ha curato proprio una collana di pubblicazioni dedicata ai tanti militari e partigiani che hanno poi contribuito a creare quella che di lì a poco sarebbe stata l’Italia libera. Libri che non sono solo pubblicazioni, ma che hanno concesso ai protagonisti o ai loro eredi di arrivare in città per leggere quei messaggi ormai sbiaditi sui muri delle baracche. A breve potranno essere letti perfettamente e anche fotografati, grazie al restauro che sarà avviato dal Comune. «Era ora che si restaurassero quelle testimonianze storiche» interviene Setta «ci siamo battuti tanto perché questo avvenisse. Non si tratta di semplici scritte, ma di storie di vita, che ci raccontano quello che siamo stati e quello che siamo diventati e che saremo. Ci dichiariamo sin da ora a disposizione per qualsiasi aiuto voglia chiederci l’amministrazione». L’intonaco interno non è stato toccato, specialmente nei punti dove i prigionieri raffiguravano disegni, scritte e graffiti nelle interminabili giornate di detenzione. In alcuni casi sono ancora leggibili il nome e lo stemma del battaglione di appartenenza dei soldati o i turni di pulizia degli ambienti L’ex campo di prigionia delle due guerre mondiali è al centro di un progetto di valorizzazione da 3 milioni, che comprende anche lo chalet dell’eremo di Santo Onofrio.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto dell’hub turistico all’Abbazia celestiniana e a tutta la zona pedemontana del Morrone da 12 milioni, promosso dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Nel campo di prigionia sarà realizzato un Parco della memoria, dove rivivere l’angoscia dei prigionieri di guerra e fare un tuffo all’indietro di oltre cento fa. Durante la Seconda guerra mondiale al Campo fu assegnato il numero 78 e divenne luogo di detenzione degli alleati angloamericani, circa tremila.
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