Campo 78, si sbloccano i lavori di restauro

Depositata la perizia tecnica per proseguire l’intervento dopo un mese e mezzo di interruzione
SULMONA. Sono state consegnate venerdì mattina le indagini strutturali per i lavori di ristrutturazione di Campo 78. Il cantiere dell’ex campo di concentramento, dove vennero ospitati prigionieri nella Prima e nella Seconda guerra mondiale, è stato bloccato a fine novembre a causa di alcuni problemi riscontrati dalla ditta che sta eseguendo gli interventi. Secondo i tecnici, infatti, ci sono delle criticità relative alla staticità nella baracca numero 43, una delle due sulle quali si sta intervenendo per il restauro. Proprio mentre stavano montando delle capriate in acciaio gli operai si erano accorti che alcuni pilastri in muratura presentavano dei problemi e potevano quindi rappresentare un pericolo per tutta la struttura. Subito erano scattate delle indagini strutturali che il Comune aveva affidato al laboratorio “Abruzzo test” con l’obiettivo di capire se si poteva andare avanti senza problemi o se si deve intervenire in un altro modo sull’edificio. «Abbiamo riscontrato dei problemi sul cantiere di Campo 78 che di fatto è fermo ormai da un mese e mezzo», ha commentato il vicesindaco di Sulmona con delega ai Lavori pubblici, Franco Casciani, «l’impresa che sta eseguendo i lavori ha ritenuto che il progetto presentava delle problematiche dal punto di vista della sicurezza statica e per questo sono state chieste ulteriori prove. Le indagini strutturali richieste sono arrivate proprio nei giorni scorsi, ora dovremo aspettare che la direzione le valuti e ci dica se può essere ultimato l’intervento o se c’è bisogno di una eventuale variante. Per ora, purtroppo, sappiamo solo che i lavori sono sospesi e non possiamo dire quando ripartiranno».
Gli interventi nel Campo 78 sono stati affidati dall’amministrazione Casini nell’aprile dello scorso anno con l’intento di riqualificare un luogo storico come l'ex campo di concentramento e trasformarlo in un parco della memoria come avvenuto in tante città italiane.
I lavori, finanziati per un totale di 350mila euro, riguardano la ristrutturazione e messa in sicurezza di due delle baracche che conservano ancora i graffiti realizzati dai prigionieri. Le strutture, una volta rimesse a nuovo, saranno dotate degli arredi necessari per poter ospitare un museo che possa raccontare ai giovani cosa accadde lì dentro.
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