Campo chiuso, si entra lo stesso E un bambino si fa male al piede

L’area per il calcetto a Pettino è oggetto di lavori di manutenzione, ma la porta d’ingresso è divelta Farmacisti segnalano di aver soccorso un ragazzino infortunatosi mentre giocava. Ed è polemica
L’AQUILA. Quel campetto nel parco comunale di Pettino è ufficialmente chiuso per lavori. Lo segnalano pure le reti arancioni da cantiere piazzate agli ingressi, mentre gli operai qui sono stati visti qualche giorno fa. Ma quel campetto sembra tutt’altro che chiuso: qualcuno ha divelto e spostato una porta, rendendo libero l’accesso. E i ragazzini, senza impegni scolastici, lo prendono d’assalto per giocare a calcetto. Lo mostrano le foto scattate ieri, a conferma delle segnalazioni dei residenti, secondo cui da tempo vengono avanzate richieste di controlli.
In questa situazione, lunedì pomeriggio – a parco ufficialmente già chiuso per lavori – sarebbe andato in scena il caso che ha fatto scoppiare nuove polemiche sullo stato dei parchi gioco aquilani: in quel campetto di via Svizzera, un bambino si sarebbe fatto male. Il condizionale è d’obbligo, visto che a raccontarlo – alla famiglia e ai farmacisti che lo hanno soccorso – è stato un ragazzino di dieci anni: sul suo piede sarebbe finita proprio la porta di ingresso divelta. L’unica certezza è che il bambino, accompagnato dalla mamma in farmacia, aveva evidenti ematomi. Lo hanno raccontato gli stessi farmacisti, tramite un messaggio pubblico diffuso sui social – chiedendosi cosa sarebbe accaduto se la porta gli fosse caduta in testa – confermando poi la versione al Centro.
Tra le reazioni, quella del consigliere comunale di opposizione Paolo Romano. «Per fortuna il caso è stato senza gravi conseguenze. Dalla tragedia di Rocca di Botte del 2021, quando una porta da calcio cadde addosso a una bimba uccidendola, ho lanciato allarmi sempre più frequenti. Fino all’approvazione, dopo due anni di tentativi, di un mio emendamento che ha stanziato 50mila euro per la manutenzione dei campetti: era il mese di marzo 2023», dice Romano, continuando: «Segnalavo che le scuole stavano per chiudere e i ragazzi si sarebbero riversati nei campetti. Quello di Pettino è stato chiuso perché versava in condizioni disastrose, ben sapendo che senza controlli i ragazzi vi sarebbero entrati lo stesso: si doveva intervenire con celerità, i soldi c’erano, ma non si è fatto. Qualcuno voleva chiuderlo definitivamente, ma privare un quartiere come Pettino di un luogo dove fare sport è sbagliato quanto far fiorire altre strutture sportive senza la contezza delle manutenzioni necessarie.

