Campo Felice, c’è la ressa

21 Febbraio 2021

Stazione sciistica affollata per la presenza degli atleti di una gara giovanile

ROCCA DI CAMBIO. La bella giornata è stata una tentazione troppo forte per gli appassionati dello sci. Così, ieri mattina, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia, la stazione di Campo Felice è stata presa d’assalto da centinaia di turisti in tenute dai colori sgargianti, con scarponi ai piedi e attrezzature per sport invernali pronti all’uso. L’affollamento è stato documentato da un video che mostra il parcheggio del piazzale pieno di auto e gruppi di persone nei pressi degli impianti di risalita. La massiccia presenza nella località sciistica, come tiene a precisare il sindaco di Rocca di Cambio Gennarino Di Stefano, che è anche direttore degli impianti a Campo Felice, è stata in gran parte giustificata da una gara giovanile.
Le piste della stazione aquilana ieri hanno ospitato le selezioni regionali di “Pinocchio sugli sci”, prestigiosa competizione riservata ad atleti di età compresa tra 8 e 15 anni. Si è trattato dunque di attività agonistica consentita, perché in questo caso non valgono i divieti in base ai quali gli sciatori amatoriali devono tutt’ora rinunciare alle discese. Sta di fatto, però, che ieri a Campo Felice non c’erano solo i giovanissimi atleti e i loro accompagnatori. «Gli sciatori erano tutti autorizzati in quanto partecipanti alla gara», tiene a precisare Di Stefano, «se poi sono arrivate anche altre persone, violando l’obbligo di non uscire dai confini regionali, si può fare ben poco per fermarle». Il primo cittadino fa anche rilevare che, secondo lui, il video crea un effetto di appiattimento dell’immagine e mostra assembramenti vicino agli impianti non corrispondenti alla situazione reale.
«Non ci sono state file», spiega, «le seggiovie non erano per nulla affollate e gli impianti sono stati in funzione come negli altri giorni». Qualcuno, tra i turisti saliti a Campo Felice, ha fatto una passeggiata con le ciaspole o ne ha approfittato solo per un pic-nic. Nulla di allarmante o di insolito, secondo Di Stefano, a parte le presenze dovute alla gara organizzata con tutti i crismi della sicurezza anche contro il rischio di eventuali contagi. L’aumento delle temperature e le giornate soleggiate attirano comunque un numero consistente di appassionati della montagna che possono creare pericolosi assembramenti. Secondo Di Stefano, però, è come lo shopping in centro il sabato mattina in una grande città. «Se c’è chi sconfina, diventa difficile individuarlo», conclude, «per fermarli tutti ci vorrebbe l’esercito».
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