Campo Imperatore ancora chiuso

Tre slavine hanno tranciato l’elettrodotto, lavori rinviati per il ripristino. Ferma anche la funivia
L’AQUILA. Il rischio valanghe fa rinviare i lavori di ripristino dell’elettrodotto che alimenta l’insediamento turistico di Campo Imperatore, tranciato da una delle tre slavine che hanno spazzato il Gran Sasso dopo le scosse del 18 gennaio. L’intervento era stato pianificato per ieri, di concerto con l’Enel, ma è stato rimandato per motivi di sicurezza. Resta dunque ancora chiusa la stazione sciistica aquilana: prima per poca neve, ora a causa della mancanza di energia elettrica. Ferma anche la funivia di Fonte Cerreto. Il Centro Turistico del Gran Sasso si augura che questa fase di emergenza possa risolversi a breve, in modo da far partire finalmente la stagione invernale. «I lavori pianificati insieme a Enel-Distribuzione, riguardanti la sostituzione dei sostegni dell’elettrodotto che alimenta l’insediamento turistico di Campo Imperatore», informa l’azienda, «non sono stati avviati in quanto si è reso necessario un supplemento di indagine che accerti la reale consistenza del rischio valanghe. In considerazione degli accadimenti degli ultimi giorni, pur confidando in una rapida soluzione dell’emergenza, questa amministrazione condivide l’atteggiamento di estrema prudenza tenuto dalle autorità competenti. Quindi, le corse della funivia rimangono sospese al pubblico esercizio con la conseguente chiusura degli impianti di risalita. Sarà nostra cura fornire gli aggiornamenti necessari sull’evolversi delle condizioni». Le tre slavine cadute la scorsa settimana, che hanno generato l’interruzione di energia elettrica sulla stazione, hanno avuto origine, con ogni probabilità, dalla forza dinamica provocata dal sisma, mentre attualmente il rischio valanghe dipende dal peso e dalla consistenza delle neve. La prima slavina del 18 gennaio ha avuto una lunghezza di 2 chilometri e un fronte di 80 metri, la seconda, sempre con un fronte di 80 metri, ha sradicato due tralicci Enel e ne ha piegato un terzo. L’ultima ha colpito la zona della Portella e ha portato via 150 metri di bosco.
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