Campo Imperatore, riparte la funivia

25 Maggio 2021

Pignatelli: «I nostri impianti costantemente monitorati. La strage in Piemonte? In 35 anni mai vista una cosa così»

L’AQUILA. Il primo giugno tornerà in funzione la funivia di Fonte Cerreto, chiusa dal 14 maggio per i lavori di ordinaria manutenzione. Dal mese di luglio riparte anche la seggiovia delle Fontari. Il Gran Sasso è pronto all’avvio della stagione estiva, che lo scorso anno ha fatto registrare un boom di presenze, con oltre 100 mila visitatori, dopo la lunga pausa del lockdown legato alla pandemia. La tragedia accaduta in Piemonte, con la morte di 14 persone causata dalla caduta di una cabina della funivia Mottarone-Stresa, ha acceso l’attenzione sulla sicurezza degli impianti di risalita e sui controlli che vengono effettuati periodicamente. L’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso, Dino Pignatelli, che lavora nel settore da 35 anni, parla di «un incidente mai visto nella mia lunga attività» e spiega come per ogni struttura sia previsto un piano di controlli sistematici. «Gli impianti a fune», sottolinea Pignatelli, «sono tra i mezzi di trasporto più sicuri».
FUNIVIA FONTE CERRETO. La funivia che collega Fonte Cerreto a Campo Imperatore, coprendo una distanza di 3 chilometri, viene utilizzata anche d’estate – lo scorso anno a luglio e agosto si sono registrati 20 mila passaggi – ed è attualmente ferma per la manutenzione. La riapertura avverrà il prossimo primo giugno, nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid. «Alla funivia di Fonte Cerreto sono praticamente ultimati gli interventi di ordinaria manutenzione», dice Pignatelli, «che vengono eseguiti sempre prima del ritorno in funzione dell’impianto. E cinque anni fa sono stati eseguiti i lavori di revisione generale».
SEGGIOVIA FONTARI. Anche la nuova seggiovia esaposto inaugurata nel 2018 sarà riattivata a partire dal mese di luglio e i lavori di manutenzione sono in corso. L’anno passato circa 10 mila persone ne hanno usufruito per raggiungere Campo Imperatore dopo aver lasciato l’auto in sosta alla base dell’impianto. Questo per regolamentare gli accessi in quota, dove il parcheggio a pagamento ha ospitato nei mesi estivi più di 13 mila vetture, tra auto, moto e camper.
CONTROLLI SUGLI IMPIANTI. Ad occuparsi del controllo pubblico sugli impianti di risalita è il governo, attraverso l’Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, organo del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. La normativa italiana in materia viene considerata la più stringente in Europa e l’Italia è l’unico paese al mondo ad aver imposto per legge la figura del “direttore d’esercizio”, uno per ogni impianto, che tiene sotto controllo l’infrastruttura per tutta la durata della stagione. «Secondo il piano dei cosiddetti controlli non distruttivi», spiega Pignatelli, «per gli impianti a fune è prevista ogni 5 anni la revisione speciale e ogni 20 quella generale, dedicata anche agli adeguamenti normativi. Inoltre, vanno effettuate verifiche giornaliere sul corretto funzionamento, oltre a quelle stagionali. In base ai protocolli di sicurezza si effettuano anche prove che simulano incidenti, per scongiurare imprevisti. Per questo», conclude Pignatelli, «l’incidente accaduto in Piemonte è un evento eccezionale, mai vista una cosa del genere in 35 anni di lavoro».
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