Campotosto al palo Appello dei cittadini «Non si muove nulla»

27 Giugno 2017

Segnalata la necessità di un luogo di culto provvisorio Rilanciato l’appello per sbloccare la ricostruzione del paese

CAMPOTOSTO. Sono passati sei mesi dalla sequenza di scosse del 18 gennaio e a Campotosto tutto è fermo. Non si è riusciti a realizzare neanche una chiesa provvisoria e le messe vengono celebrate sotto un gazebo, che ogni volta viene montato e rismontato. Gli abitanti del comune dell’Alta Valle dell’Aterno sono esasperati. E stanno perdendo anche «la poca fede che ci è rimasta».
Il 2 luglio, per la festa della patrona Santa Maria Apparente, il parroco celebrerà all’aperto. «Il paese di Campotosto», denuncia un gruppo di residenti, «a oggi ancora non ha una chiesa per poter pregare. Le persone, tra cui molti anziani, hanno dovuto seguire la messa domenicale nella piazza della chiesa, sotto il sole: una location non ottimale, visti i picchi elevati delle temperature in questi giorni».
Il centro, duramente colpito dal sisma e dalle nevicate dello scorso inverno, pare abbandonato a se stesso. «Dopo tante parole, oggi vediamo zero fatti», aggiungono gli abitanti, «e i cittadini, ormai, si sono rassegnati nel vedere il paese abbandonato a se stesso. Dopo tante passerelle dei politici locali e non, dopo l’abbandono dei vigili del fuoco, ormai si vede nel viso dei compaesani solo rassegnazione. Non abbiamo neanche una chiesa decente per pregare, solo la buona volontà di molti fedeli nel preparare ogni domenica un altare e le sedie sotto un gazebo e, una volta terminata la cerimonia religiosa, rismontare il tutto. Domenica prossima, 2 luglio, ci sarà la festa patronale di Santa Maria Apparente e la messa verrà celebrata nuovamente all’aperto». Infine un appello accorato: «Non lasciate che svanisca quella poca fede che c’è rimasta».
Dopo il terremoto, il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci ha lanciato la proposta di ricostruire Campotosto ex novo, con tecniche innovative antisismiche e con case in legno, pietra e cotto, sotto la regia dell’archistar Renzo Piano, attraverso un progetto pilota collegato a quelli già pronti sulla pista ciclabile e l’illuminazione intorno all’omonimo lago, «che faccia diventare il centro montano attrazione da tutto il mondo e simbolo della rinascita e della dimostrazione che in questi territori si può vivere». La proposta è stata condivisa dal commissario Vasco Errani, dal sindaco di Campotosto Luigi Cannavicci e da quelli dei territori limitrofi, dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, dal vicepresidente Giovanni Lolli e dalla senatrice Stefania Pezzopane. «Solo con queste iniziative», aveva sottolineato Pietrucci, «si può ripartire ed evitare lo spopolamento che già c’era prima dei terremoti. Tra l’altro, i costi per abbattere e ricostruire sarebbero inferiori rispetto a interventi di ristrutturazione».
Proposta anche la ricostruzione più a valle di Ortolano, la frazione dove una slavina conseguente alle scosse ha ucciso un 73enne.
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