Campotosto, il livello del lago sta risalendo

Il sindaco Cannavicci: ma ora bisognerà verificare l’entità del danno alla fauna ittica e all’ambiente
CAMPOTOSTO. «Il livello del lago sta già risalendo, nell’arco di due mesi dovrebbe tornare alla quota idrica precedente. Toccherà poi valutare eventuali danni alla fauna ittica e all’ambiente circostante». Il sindaco Luigi Cannavicci chiarisce la vicenda dell’invaso artificiale racchiuso tra le dighe di Campotosto: l’infrastruttura, dopo gli eventi sismici del 2016 e di gennaio 2017, è stata monitorata e “depotenziata”, cioè svuotata fino a raggiungere il livello minimo di 40 milioni di metri cubi di acqua per motivi di sicurezza. In seguito all’ultimo tavolo convocato in Regione dal governatore Luciano D’Alfonso e alla risposta arrivata dal viceministro Riccardo Nencini all’interrogazione del deputato Gianni Melilla, è stato deciso di avviare tutte le procedure per favorire il riempimento dell’invaso.Gli ingegneri del ministero delle Infrastrutture preposti alla sicurezza e i tecnici dell’Enel, dopo le verifiche necessarie, hanno assicurato che le dighe abruzzesi, e nello specifico le tre di Camposto, non presentano rischi.
PARLA IL SINDACO. «Tutto è iniziato», spiega Cannavicci, «dopo le dichiarazioni del presidente della Commissione Grandi Rischi Sergio Bertolucci che, senza motivarlo, aveva lanciato l’allarme di un possibile “effetto Vajont” a Campostosto, legato allo sciame sismico. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in maniera precauzionale, ha quindi riunito un tavolo con l’ente gestore delle dighe e l’Enel ha provveduto a far abbassare il livello del lago fino alla situazione di non lambire più le dighe. Nel corso degli ultimi mesi sono stati effettuati, dal Ministero e dagli latri organi preposti, tutti gli accertamenti del caso e nell’ultima riunione a Pescara, alla quale ero presente, è stato autorizzato il rinvaso, che dovrebbe essere portato a termine in due mesi. Il livello del lago sta già iniziando a risalire. Certo, poi si dovranno verificare eventuali conseguenze alla fauna ittica e all’ambiente circostante».
ALLARME VAJONT. Lo scorso 22 gennaio, quattro giorni dopo il terremoto di Montereale, il presidente della Commissione Grandi Rischi Sergio Bertolucci mette in guardia: «Nella zona di Campotosto c’è il secondo bacino più grande d’Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è l’effetto Vajont». A stretto giro la rettifica, ma intanto la sua esternazione provoca le dimissioni del vicepresidente della commissione Gabriele Scarascia Mugnozza.
IL TAVOLO REGIONALE. L’obiettivo, annunciato dall’assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe dopo il tavolo convocato da D’Alfonso a metà marzo, è di arrivare entro un paio di mesi a una quota idrica di 1.310 metri sul livello del mare (60 milioni di metri cubi di acqua in più rispetto ad oggi), quantità necessaria per la stagione agricola a valle, soprattutto nel versante teramano. Il lago di Campotosto non alimenta soltanto le centrali idroelettriche, ma viene utilizzato anche per irrigare circa 10mila ettari di superficie agricola, servendo 4.500 aziende.
LA PETIZIONE. Il lago di Camposto rappresenta una risorsa fondamentale, per tutto il territorio. Da un mese è partita una petizione popolare, per evitare quello che viene ritenuto un disastro ambientale. «Attualmente», si legge nelle motivazioni della petizione, «il livello è sceso a tal punto che la parte di lago sottostante Campotosto e Mascioni è completamente asciutta, andando a pregiudicare l’habitat di zona umida che rendeva quell’ambiente unico e irripetibile. L’acqua bassa pregiudica non solo le caratteristiche del territorio, ma anche tutta l’economia locale: in particolare, la pesca professionale e sportiva, il filone fotografico, gli sport acquatici, il turismo itinerante».
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