Campotosto nelle scarpe di lino dell’imprenditore Fasciani

CAMPOTOSTO. Ridare slancio alle eccellenze naturalistiche e artigianali di un territorio ferito più volte dal terremoto. Con questo obiettivo Alberto Fasciani, imprenditore-artigiano calzaturiero...
CAMPOTOSTO. Ridare slancio alle eccellenze naturalistiche e artigianali di un territorio ferito più volte dal terremoto. Con questo obiettivo Alberto Fasciani, imprenditore-artigiano calzaturiero marchigiano, ha lanciato il Progetto Campotosto, mirato al recupero di una zona dell’Abruzzo a lui particolarmente cara.
«Voglio provare a riaccendere i riflettori su un paese ferito, umiliato da un silenzio senza risposte né proposte per il futuro», spiega Fasciani. Grazie a lui la bellezza di questi posti balza in primo piano, palcoscenico della campagna pubblicitaria di questa estate, dove le creazioni rigorosamente made in Italy del marchio sono ritratte accanto ai luoghi più suggestivi di Campotosto: il lago, i monti, il bosco, un’antica fontana, un rincorrersi di gradini. Un modo per promuovere questa terra e darle visibilità, per preservare il patrimonio culturale legato alla sua storia. Una missione di cui è divenuta portabandiera una donna di Campotosto, Assunta Perilli, archeologa per formazione e tessitrice per vocazione, che da 20 anni studia l’arte della tessitura a mano e le lavorazioni tradizionali abruzzesi della lana, del lino e della canapa. Una passione nata dal ritrovamento del vecchio telaio della nonna, abbandonato in cantina, tornato in azione grazie all’aiuto di 2 anziane del paese. E alimentata dal dono prezioso di una signora del posto, una manciata di semi di lino antichi autoctoni. Il percorso di Perilli è la metafora di una vita che può ricominciare, di un paese che può continuare a vivere, proprio come i suoi semi di lino, tornati a sbocciare. Fedele ai luoghi in cui è nata, lei non si è arresa neanche quando la sua casa è stata distrutta dal terremoto e ha mantenuto aperta la sua bottega, “La fonte della tessitura”. È qui che lavora con il vecchio telaio di fine ‘800, da cui nascono tessuti destinati a progetti speciali. Come il lino grezzo che Fasciani ha impiegato per la realizzazione di un nuovo modello di scarpa, presentato allo scorso Pitti Uomo: «Cerco di esaltare le eccellenze locali», dice l’imprenditore, «che sono la forza del territorio. Voglio gettare le basi di un nuovo futuro». Le realtà aderenti al Progetto Campotosto sono: ristorante Serena, bar Villa, minimarket Durastante, falegnameria Pompili, farmacia Cocco, I tesori della dispensa, L’Emporio di Adriana, La Chioscheria, La fonte della tessitura, la Mascionara, locanda Mausonium, Nonna Ina, Osteria del Pescatore.
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