Campotosto, nevicata nasconde le macerie

Tutti in casa contro virus e maltempo: 60 centimetri nel paese dove la ricostruzione è all’anno zero
CAMPOTOSTO. A Campotosto la parola “isolamento” non è una novità. Prima il terremoto del 2009 poi quelli del 2016 e 2017 (con la nevicata che provocò anche una vittima) hanno ridotto la popolazione a poco più di 50 abitanti. Qualche giorno fa la neve è caduta copiosa e ha raggiunto circa 60 centimetri tanto che sono dovuti tornare in azione i mezzi spazzaneve. Già ieri però la situazione dal punto di vista meteorologico era migliorata. Il manto bianco, almeno in paese, non c’è più. Restano lunghe giornate in cui il protagonista è il silenzio.
Delle pochissime attività sopravvissute agli scuotimenti degli ultimi 11 anni oggi sono aperti solo due negozi di alimentari e la farmacia. Il resto, compreso il bar, unico vero riferimento per la comunità, è chiuso. Il sindaco Luigi Cannavicci presidia il Comune per le necessità più urgenti. Il medico condotto assicura la sua presenza. Da Campotosto per fortuna il virus si è tenuto ben lontano, almeno per il momento. La gente, come conferma Assunta Perilli, che ha dovuto chiudere il suo laboratorio tessile lungo via Roma, è comunque rifugiata in casa. Il periodo primaverile era quello in cui riprendeva un po’ di viavai di motociclisti, escursionisti, buongustai alla ricerca di qualche piatto prelibato nei non tantissimi ristoranti della zona. Ora è tutto sospeso. Intorno al lago la primavera è pronta a far riesplodere i colori vivaci di alberi e arbusti. Se l’emergenza sanitaria si prolungherà sarà un altro durissimo colpo a un’economia che dal turismo ha continuato nonostante tutto a trarre un minimo di linfa vitale. Il coronavirus ha messo in secondo piano anche la ricostruzione. Il primo cittadino nei mesi scorsi ha più volte denunciato che Campotosto è all’anno zero dal punto di vista dei cantieri aperti. Il che significa che tanta gente, magari intenzionata a tornare a vivere in uno dei posti più belli d’Abruzzo, non lo potrà fare – anche volendo – in tempi relativamente brevi. Sulla pagina Facebook “Campotosto esiste e resiste” a metà marzo si leggeva: “Il nostro paese si trova ad affrontare l’ennesima emergenza questa volta a causa del Covid19 che non ha confini, non ha pietà neanche per le zone già piegate dal sisma. La popolazione di tutto il territorio di Campotosto però sa reagire e rialzarsi in qualsiasi situazione, non perde mai la speranza. Come tutti anche i campotostari stanno aderendo alla campagna “Io resto a casa” e i bambini hanno disegnato arcobaleni e cartelli colorati ripetendo in coro come “Tutto andrà bene”. Andrà tutto bene anche se si è circondati da macerie. Andrà tutto bene anche se ora sembra buio, buio pesto. Staremo lontani oggi per abbracciarci domani a Campotosto”. Un bel messaggio di speranza da un paese che spera di uscire al più presto da un doppio isolamento: quello imposto dal coronavirus e quello causato dalle tragedie del terremoto.

