Cancella file durante il blitz Impiegata sott’inchiesta

18 Ottobre 2018

Celano, manipola il pc con i carabinieri in ufficio: accusata di favoreggiamento L’indagine si allarga al trasferimento della scuola media e agli infissi

CELANO. Un’impiegata dell’Ufficio ricostruzione e riqualificazione del Comune di Celano è finita sott’inchiesta per favoreggiamento personale. La donna, 44 anni, è accusata di avere tentato di modificare e cancellare alcuni file dal proprio supporto informatico riguardanti il progetto della scuola media Tommaso da Celano, con particolare riferimento agli infissi, approvato dalla giunta comunale lo scorso 10 settembre. Modifiche e cancellazioni avvenute, secondo l’accusa, mentre in municipio era in corso l’ennesimo blitz dei carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila.
I sospetti sono nati perché un file relativo al progetto della scuola era stato modificato in una data successiva all’approvazione. Si è scoperto così che altri quattro file erano stati cancellati ieri pomeriggio, a operazione dei carabinieri in corso. Il computer dell’impiegata, dipendente a tempo determinato al Comune di Celano, è stato sequestrato. La donna si è giustificata sostenendo che avrebbe voluto consegnare documenti più aggiornati.
L’indagine rientra nella più ampia operazione, agli ordini del maggiore Edoardo Commandè, che da mesi viene portata avanti a Celano su appalti e incarichi vari. Ieri, in particolare, i carabinieri sono tornati per acquisire la documentazione fiscale relativa ai contributi elargiti al periodico “Il piccolo marsicano” (richiesta dalla Procura e mai fornita) e gli atti relativi all’istituto omnicomprensivo D’Annunzio, alla riqualificazione urbana di alcuni quartieri della città e, appunto, all’istituto Beato Tommaso da Celano da traslocare, con particolare riferimento agli infissi e alle specifiche dell’opera. Infine, la nuova acquisizione ha riguardato fatturazioni e documenti relativi all’attività di front office della cooperativa “Il risveglio”. L’inchiesta è passata nelle mani del procuratore Andrea Padalino dopo il trasferimento a Civitavecchia del pm Roberto Savelli.
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