Cani antiveleno monitorati dall’Europa

10 Giugno 2018

Domani e martedì la visita dei commissari. E nel Parco un orso è morto lottando con altri plantigradi

CASTEL DI SANGRO. Domani e martedì il reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro ospiterà nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise una visita di monitoraggio della Commissione europea finalizzata a verificare lo stato di avanzamento del progetto Life Pluto. La visita sarà svolta da Elisabetta Scialanca, Miriam Lopez de La Mano e Riccardo Scalera.
I rappresentanti della Commissione europea avranno modo di conoscere meglio il lavoro dei Nuclei cinofili antiveleno dei carabinieri.
Convergeranno infatti, nella riserva, tutti i nuclei che partecipano al progetto, ciascuno dei quali composto da un conduttore e da due cani addestrati alla ricerca di bocconi e carcasse avvelenati. Un’opportunità preziosa per approfondire le tecniche di addestramento dei cani e la metodologia di pianificazione e svolgimento delle ispezioni, così come la metodologia impiegata per la repertazione del materiale rinvenuto e l’avvio delle indagini.
La località scelta per l'incontro non è casuale. Nel Parco, infatti, ha sede uno dei sei Nuclei cinofili antiveleno che il progetto Life Pluto ha attivato nell’Italia centro meridionale.
Una delle azioni chiave del progetto è l'impiego di Nuclei cinofili per lo svolgimento di ispezioni, sia preventive che urgenti, che permettono di individuare e rimuovere eventuali bocconi avvelenati così come carcasse di animali morti per avvelenamento, in modo da evitare che possano costituire delle micidiali esche assassine per altri animali.
«Il progetto rappresenta un fiore all'occhiello del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che lo ha avviato nel 2014 con i carabinieri, grazie al cofinanziamento dell'Unione Europea, sulla scorta dell'eccezionale successo del precedente Life Antidoto», ha dichiarato il presidente dell’ente Tommaso Navarra.
Intanto, ieri un orso marsicano è morto, nel territorio laziale del Pnalm, probabilmente a causa delle ferite alla testa riportate nella lotta con altri orsi. L’animale, in evidente stato di difficoltà, è stato avvistato a Campoli Appennino (Frosinone) da due escursionisti che hanno avvisato guardiaparco e carabinieri forestali. L’orso, però, è morto pochi minuti dopo il loro arrivo. Carabinieri forestali e guardiaparco hanno proceduto al sequestro giudiziario della carcassa dell’animale, trasportata poi a Pescasseroli in attesa dell’invio all’Istituto zooprofilattico di Grosseto dove verrà sottoposta a necroscopia.
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