Caniglia, il teatro simbolo Una storia lunga 90 anni

Realizzato grazie a una sottoscrizione. Il 4 maggio 1933 si alzò il primo sipario Di Piero: «Ha contribuito al progresso, tempio del sapere per l’intero Abruzzo»
SULMONA. Una storia lunga 90 anni che ha visto esibirsi sul palcoscenico i personaggi più importanti della musica, della prosa e dello spettacolo provenienti da ogni parte del mondo. Era il 4 maggio del 1933 quando il sipario del teatro comunale di Sulmona si alzò per la prima volta. Un evento unico per la città che ha dato il via alla lunga e gloriosa storia del teatro più importante d’Abruzzo, un palco straordinario e un edificio di rara bellezza voluto fortemente dai cittadini che grazie a una sottoscrizione riuscirono a raccogliere i fondi necessari alla realizzazione del progetto. L’iniziativa dei sulmonesi ha permesso di costruire non solo un vero e proprio gioiello in termini architettonici, ma di avviare un percorso virtuoso all’insegna dell’arte e della musica che va avanti ancora oggi.
LA STORIA
Il teatro comunale di Sulmona è il più grande tra i teatri storici della regione e tra i migliori per acustica e stile. L’ingegnere che lo ha progettato è stato Guido Conti, che per disegnarlo si ispirò al teatro Quirino di Roma; la costruzione avvenne tra il 1931 e il 1933. L’edificio è dotato di un ampio palcoscenico, aveva una capienza di 1.200 spettatori, attualmente ridotta a 706 per l’adeguamento alle nuove norme di sicurezza e una buca per l’orchestra in grado di ospitare 50 elementi. Il 4 maggio 1933 ebbe luogo la grande inaugurazione, con gli allestimenti dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano e del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Nelle troupe delle due opere, molti i nomi d’eccezione tra cui il soprano Maria Caniglia, originaria di Rivisondoli. A quest’ultima, che in quell’occasione volle rinunciare al proprio cachet per omaggiare le sue origini abruzzesi, fu intitolato il teatro, nel 2000, che originariamente era teatro comunale Littorio e poi semplicemente teatro comunale. Attualmente il teatro ospita la stagione concertistica della Camerata Musicale sulmonese Onlus e la stagione di prosa dell’associazione Culturale Meta.
PERSONAGGI FAMOSI
In questi lunghi e fruttuosi anni di attività molti personaggi hanno calcato il palco del Caniglia. Tra i nomi più brillanti figurano Vittorio Gassman, Luca De Filippo e Gigi Proietti, che proprio su questo palco ha allestito e portato al debutto la memorabile pièce “A me gli occhi, please”. Inoltre, ben due presidenti della Repubblica hanno varcato la porta del teatro: Giovanni Gronchi e nel 2017 Sergio Mattarella. Simbolo eterno della meravigliosa tradizione del teatro sulmonese e dei suoi importanti ospiti sono le pareti del retroscena, tappezzate di locandine e manifesti segno di una storia che ha reso la città e la sua arte grande nel territorio nazionale e internazionale.
L’ANNIVERSARIO
Per celebrare l’importante ricorrenza lo scorso 5 marzo è stato messo in scena “Il Rigoletto” dal direttore artistico della Camerata Musicale Sulmonese, Gaetano Di Bacco, per tornare indietro nel tempo e ripercorrere il ricordo della giornata del 4 maggio del 1933, così tutta la platea ha potuto rivivere la bellezza del primo giorno di teatro della città e bearsi delle arie della celebre opera di Verdi. Proprio in quella occasione il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Pietro, ha dichiarato: «Questo teatro ha contribuito al progresso civile e culturale della città. Il teatro ha adempiuto compiutamente e pienamente alla sua funzione, quella di contribuire all’elevazione culturale e spirituale di Sulmona».
IL SINDACO
Anche ieri, il sindaco ha voluto sottolineare l’importanza del teatro Caniglia soprattutto per la formazione culturale dei giovani. «È tempio della cultura della nostra città e dell’intero Abruzzo. In questi ultimi anni sempre più giovani si sono avvicinati al teatro grazie anche all’opera svolta da qualche anno a questa parte dall’Associazione Culturale Meta, guidata da Patrizio Maria D’Artista».
«Mi si riempie il cuore quando frequentando il teatro», ha aggiunto Gianfranco Di Piero, «vedo sempre più giovani presenti in platea e nel loggione. Un segnale importante, di grande conforto e incoraggiamento per il presente e per il futuro della città di Sulmona che può contare ancora su una tradizione culturale che da sempre distingue la città di Ovidio». (p.g.)
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