Canoni e bollette Case, è rivolta

Il «Consiglio civico aquilano» attacca l’emendamento previsto all’interno della legge di Stabilità
L’AQUILA. Alla fine, dopo mesi di polemiche per la cattiva gestione del calcolo dei consumi nelle new town, l’articolo 27 di cui già circolava notizia è stato inserito nella legge di Stabilità. E i cittadini promettono battaglia a partire da un’assemblea pubblica nella quale interverranno in particolare Pierluigi Lomarco, presidente del «Consiglio civico aquilano», e Giuliano Bruno, presidente del Comitato «Assergi due Ade» (della new town di Assergi) sabato 25 ottobre nella Casa del Volontariato.
Oggetto della discussione è l’emendamento che stabilisce che «per la complessa gestione emergenziale delineata a seguito degli eventi sismici, per l’edilizia residenziale pubblica, Progetto Case e Map è consentito al Comune, dalla data di trasferimento degli immobili dalla Protezione civile al Comune fino al 31/12/2015, in deroga alle norme tecniche nazionali (Uni) 10200 - «impianti termici centralizzati di eliminazione invernale e produzione di acqua scalda sanitaria - criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione invernale e acqua calda sanitaria del 2013 e alle norme nazionali e regionali in materia», di ripartire i consumi rilevati per ogni edificio per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, secondo superfici lorde. Non solo. Nello stesso articolo si dice anche che «dalla data del primo gennaio 2015 tutti gli assegnatari degli alloggi del Progetto Case e Map sono tenuti al pagamento del canone concessorio stabilito dal Comune», canone fino a oggi a carico soltanto degli inquilini che prima del sisma erano affittuari. E monta sul web la protesta dei cittadini delle new town, che attaccano l’amministrazione e invitano «tutta la cittadinanza e le forze politiche a partecipare», si legge in una nota, «per una problematica che interessa tutti».
Marianna Gianforte
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