Cantiere bloccato dai reperti, la protesta dei residenti

L’AQUILA. Un cantiere bloccato da due anni e i condòmini sul piede di guerra, che chiedono di poter riavere le loro abitazioni. Accade a Fossa, dove il cantiere dell’aggregato edilizio di Fossa...
L’AQUILA. Un cantiere bloccato da due anni e i condòmini sul piede di guerra, che chiedono di poter riavere le loro abitazioni. Accade a Fossa, dove il cantiere dell’aggregato edilizio di Fossa Osteria è stato bloccato dalla Soprintendenza nel 2015, a causa del ritrovamento di un’antica strada romana. Reperti di tale valenza da richiedere un vincolo assoluto da parte della Soprintenenza ai beni archeologici e monumentali, che sta valutando l’ipotesi di realizzare, nella zona, una sorta di museo a cielo aperto, con un lastricato a vetri che consenta la visibilità all’esterno della vecchia strada romana e la conservi nel tempo.
Ma i proprietari delle otto abitazioni che fanno parte dell’aggregato chiedono una soluzione immediata al fermo del cantiere e puntano il dito anche contro la ditta che si è aggiudicata l’appalto, che non intende farsi carico della valorizzazione dei reperti, né dei lavori aggiuntivi che ne deriverebbero.
«Il cantiere è bloccato da due anni», spiegano i residenti. «Abbiamo o no il diritto di rientrare nelle nostre case? E questo quando potrà avvenire?». Tutti i tavoli di concertazione sono andati, finora, a vuoto. Anche l’ipotesi di uno spostamento di qualche metro dell’aggregato da ricostruire, per non impattare sui ritrovamenti archeologici, non è ancora stata accolta. Una situazione pesante, che sta creando tensioni tra i proprietari, la Soprintendenza e la ditta esecutrice, che ha sede proprio nel nucleo di Fossa.
«Tutte le riunioni fatte con gli enti preposti», affermano i condòmini, «sono andate miseramente a vuoto. Un rimpallo di competenze che rischia di allungare ulteriormente i tempi».

