Cantieri, ecco le regole per chi non chiude

Firmato il protocollo: sanificazione dei locali comuni, misurazione della temperatura corporea degli operai e lavoro agile
L’AQUILA. Scattano misure stringenti per i cantieri edili. Le ditte che non bloccheranno le attività dovranno attenersi scrupolosamente al protocollo di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19, siglato da ministero delle Infrastrutture, Ance, Anas, Cgil, Cisl e Uil. Dalla sanificazione dei locali comuni, alla misurazione della temperatura corporea degli operai, dal lavoro agile fino all’accesso dei fornitori con tempistiche e percorsi predefiniti: un decalogo che le imprese che lavorano alla ricostruzione post-sisma dovranno rispettare alla lettera. SMART WORKING. Il lavoro agile entra anche nel comparto edile. Il protocollo prevede, infatti, che «venga attuato il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività di supporto al cantiere, che possono essere svolte dal proprio domicilio o a distanza». Vanno incentivate anche le ferie maturate e i congedi retribuiti per i dipendenti. È prevista la sospensione, con successivo slittamento nel tempo, delle lavorazioni che possono essere posticipate, senza compromettere le opere da realizzare. Un’altra limitazione riguarda gli spostamenti interni al cantiere e all’azienda, da ridurre al minimo, utilizzando l’accesso contingentato.
INFORMAZIONE. Con l’ausilio dell’Ente unificato bilaterale, il datore di lavoro è chiamato a informare tutto il personale, e chiunque entri in cantiere, affiggendo appositi cartelli che segnalino le corrette modalità di comportamento. Le informazioni riguardano i seguenti obblighi: gli operai, prima dell’ingresso, vanno sottoposti al controllo della temperatura corporea, che non dovrà essere superiore a 37,5°. Durante le lavorazioni, dovrà essere mantenuta, inoltre, la distanza minima di un metro, e utilizzati dispositivi individuali di sicurezza e mascherine.
ACCESSO. Il percorso e la tempistica dell’accesso dei fornitori al cantiere non deve coincidere con gli spostamenti degli operai. Devono essere, quindi, previsti accessi e transiti predefiniti, per ridurre le occasioni di contatto con il personale in servizio. «Se possibile», si legge nel protocollo d’intesa, «gli autisti devono rimanere a bordo dei mezzi di trasporto: non è consentito l’accesso ai locali chiusi comuni del cantiere. Anche nelle attività di carico e scarico merci va mantenuta la distanza di sicurezza minima di un metro». Sì all’installazione di appositi servizi igienici dedicati ai fornitori e trasportatori. Va contingentato, infine, l’accesso agli spazi comuni, mense e spogliatoi, con la previsione di una ventilazione continua dei locali e di un tempo ridotto di sosta all’interno degli stessi.
SANIFICAZIONE CANTIERE. Pulizia e sanificazione periodica degli spogliatoi, della mensa e delle aree comuni, pulizia degli strumenti di lavoro individuali, di cui non è consentito l’uso promiscuo, e sanificazione degli alloggi e mezzi d’opera: sono questi alcuni degli obblighi che le imprese edili devono rispettare. Quanto alle precauzioni igieniche «è obbligatorio che gli operai e i dipendenti presenti in azienda effettuino il frequente e minuzioso lavaggio delle mani, anche durante l’esecuzione delle lavorazioni. È fondamentale anche l’adozione dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e tute usa e getta, e la presenza, sul posto di lavoro e in cantiere, di detergenti e prodotti per la sanificazione». Anche gli indumenti da lavoro devono essere rinnovati periodicamente. Nel cronoprogramma delle lavorazioni è prevista la turnazione degli operai, con la creazione di gruppi autonomi e una diversa articolazione degli orari del cantiere.
I SINTOMATICI. Nel caso in cui un operaio sviluppi improvvisamente febbre e sintomi di infezione respiratoria, il datore di lavoro deve procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria, con cui deve collaborare per l’individuazione dei contatti stretti della persona risultata positiva al tampone. «Ciò», è spiegato nel protocollo, «al fine di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo di indagine sul possibile contagio, il datore di lavoro deve chiedere ai possibili contatti di lasciare, per cautela, il cantiere».
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