Cantieri fermi, il giallo dei commissari

Graduatorie di professionisti già previste dalla vecchia giunta, ma mai applicate. L’iter potrebbe ripartire da zero
L’AQUILA. Chi controlla i controllori? La domanda che Giovenale si poneva già nel primo secolo dopo Cristo sembra calarsi alla perfezione sul caso dei mancati commissariamenti dei condomìni o aggregati inadempienti nell’ambito della ricostruzione. Quello dell’inerzia dei cantieri è uno dei nodi principali che la nuova amministrazione di centrodestra è chiamata a dipanare, a nove mesi dal suo insediamento. Il caso del mancato commissariamento dei condomìni inadempienti, riportato alla luce dall’emblematico esempio di via Fonte Preturo, oltre a rallentare la ricostruzione, è materia da Corte dei conti, visto che le famiglie fuori casa continuano a godere dei benefìci dell’assistenza alla popolazione.
COMMISSARI SPARITI. La vecchia giunta di centrosinistra aveva approvato una delibera per procedere ai commissariamenti. Pur mancando una norma primaria (sebbene più volte richiesta), era stata trovata la soluzione per commissariare, tra le pieghe di leggi e ordinanze, chi rallenta la ricostruzione. Sotto la gestione dell’assessore Pietro Di Stefano era stato fatto, per ben due volte, un avviso per quei professionisti che potevano essere interessati a ricoprire il ruolo di commissari, ed erano stati fissati, sempre con delibera di giunta, anche i criteri sugli incarichi. E la procedura del sorteggio pubblico. Era, infine, allo studio un provvedimento per fissare i binari di comportamento dei prescelti che, una volta nominati, seppur tenuti a procedere con le regole della ricostruzione privata, avrebbero pur sempre rappresentato un prolungamento della mano pubblica. Insomma, era tutto pronto per commissariare. E il primo caso in lista era proprio il condominio di via Fonte Preturo. Sarebbe stato il primo di una lunga serie.
ITER AZZERATO? Con quella vecchia delibera, di fatto mai applicata, la nuova amministrazione potrebbe ora far ripartire da zero tutta la procedura. Negli ambienti comunali, infatti, circola con insistenza l’ipotesi secondo la quale potrebbero essere riaperti a breve i termini per la presentazione delle domande per l’incarico dei commissari. La responsabilità della loro nomina era stata assegnata in capo al dirigente del settore o al segretario generale, come garante della trasparenza del percorso.
LE CONTROMISURE. Infine, sul caso di via Fonte Preturo, entro la fine del mese potrebbe arrivare l’atto notarile per riaccorpare la composizione dei titoli del condominio, a cura di Ater e Comune. A seguire dovrebbe essere ufficializzato il via libera alla realizzazione della piazza, a carico del Comune. Con lo spettro incombente della nomina del primo commissario.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

