Cantieri Sertech ancora bloccati: scatta la protesta

Gru ferme dopo 15 giorni dall’annuncio di riapertura I residenti: «Ora intervengano il Comune e la Procura»
L’AQUILA. «Riapriamo subito tre cantieri, poi altri cinque, gli altri entro la fine di gennaio». Ma l’annuncio del 21 gennaio è rimasto tale. La Sertech, la ditta veneta di Mirano che per un’asserita crisi di liquidità ha bloccato i lavori in dodici condomìni della città, ha corroborato l’annuncio diffuso attraverso il Centro inviando messaggi di posta elettronica il 22 gennaio scorso ai condomini interessati. Ad esempio, nell’aggregato di Santa Giusta i lavori non sono ripresi. In attesa di sblocco anche i siti di via Verdi e alla Fontana luminosa.
Alla luce dei nuovi ritardi, i cittadini che devono rientrare nelle loro abitazioni sono al culmine dell’esasperazione. E chiedono un intervento del Comune per commissariare i cantieri fermi, ma anche «della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica» per accertare «qual è la vera situazione dell’azienda».
Nel cantiere di Santa Giusta, a titolo di esempio, la condizione per ripartire è la liquidazione dello stato di avanzamento dei lavori eseguiti fino al 18 gennaio. Ma in realtà questo cantiere è fermo dal novembre dello scorso anno. Alcuni cittadini sollevano dubbi circa le percentuali di esecuzione dei lavori, vista l’impossibilità di esercitare un controllo “terzo” su quanto certificato dall’impresa e dai tecnici. Il ritardo accumulato, in ogni caso, è davvero da record. E i lavori non sono ripresi, per ora.
Il problema del “chi controlla i controllori” torna alla ribalta, grazie alla pressione esercitata da quei cittadini che hanno chiesto e continuano a chiedere chiarezza sulla vicenda. E in questo bailamme di cantieri fermi e di annunci, l’aspetto della sicurezza rischia di finire all’ultimo posto.
Nel caso di Santa Giusta si parla di un aggregato vincolato, un bene storico-artistico che richiederebbe la massima professionalità e competenza, visto che ha avuto danni significativi. Ma senza una definizione chiara e distinta tra controllori, committenti e controllati, con alcune sovrapposizioni che indignano i cittadini, i dubbi restano. E il sistema delle “scatole venete” (Consta, Consta Soles, Consta spa e Palomar) complica ulteriormente le cose. Alla luce dei molteplici passaggi successivi, risulta oltremodo complicato risalire agli effettivi responsabili dei ritardi. O di eventuali lavori eseguiti male. La prima ditta dirà d’aver ceduto alla seconda, quest’ultima alla terza e via dicendo.
Se a Santa Giusta è tutto fermo, per trattare della cessione di altri cantieri e per scrivere nuovi contratti per altri, sono stati avvistati in città esponenti dell’azienda veneta. E il Comune? All’annuncio dell’assessore Pietro Di Stefano di commissariare i consorzi che non lavorano non sono seguiti provvedimenti. Così come resta il dubbio su quale normativa debbano seguire i “nuovi” cantieri del dopo Sertech. Affidamento diretto o cinque preventivi? I cittadini attendono risposte.
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