Caos bollette, blitz al Consorzio di bonifica

La Finanza acquisisce documenti dopo il pignoramento chiesto dall’Enel per le fatture non pagate
PRATOLA PELIGNA . Ancora guai in vista per il Consorzio di bonifica. Questa volta, però, l’inchiesta avviata dalla Guardia di finanza dopo l’azione di pignoramento invocata dall’Enel per bollette non pagate, riguarda atti prodotti anche nel 2020 e 2021, e quindi nel periodo della gestione commissariale.
Mentre un altro filone, relativo agli anni precedenti, riguarderebbe l’acquisto di telefonini e carte telefoniche. In verità anche il debito con l’Enel riguarderebbe uno dei periodi precedenti, ma la responsabilità dell’inerzia nel risolvere il contenzioso con il gestore della rete elettrica ricadrebbe sui responsabili legali del Consorzio che si sono succeduti fino al 2021. Il blitz dei finanzieri nei locali della sede del Consorzio di bonifica è stato portato a termine giovedì scorso ed è servito all’acquisizione una corposa documentazione contabile che riguardava appunto il debito con l’Enel che sarebbe stato ceduto ad un’altra azienda e che da circa 70mila euro sarebbe lievitato di quattro volte fino a raggiungere la somma di 240mila euro. Si tratta di un intero faldone con fatture e altri documenti che saranno passati al setaccio dai finanzieri per i dovuti accertamenti e per verificare la regolarità delle procedure adottate durante le varie gestioni amministrative dell’ente consortile. L’indagine della Finanza è tesa a capire i motivi che avrebbero spinto i responsabili del consorzio a non pagare le bollette della luce, indirizzando le poche risorse economiche a disposizione dell’ente verso altri settori. Va accertato, insomma, se le scelte fatte, comprese quelle dei due ultimi commissari, siano state mirate al risanamento dell’ente così come indica la mission con cui la Regione e in particolare l’assessore Emanuele Imprudente hanno deciso di affidare a gestioni commissariali le sorti dei consorzi di bonifica abruzzesi, tutti alle prese con ampi buchi finanziari. Di certo quest’ultima inchiesta non giova al consorzio Aterno Sagittario, che in questi ultimi mesi si è trovato di fronte a numerose difficoltà che hanno avuto ripercussioni anche sull’irrigazione dei campi, creando notevoli disagi ai soci agricoltori. Tante sono state le proteste da parte di chi coltiva terreni e quindi gestisce la produzione agricola ed è costretto a pagare bollette sempre più salate in cambio di un servizio che funziona a singhiozzo. (c.l.)
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