Caos cantieri, mossa del Comune: riaperti gli sconti Tari e i ristori

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila riapre agli sconti sulla Tari e ai ristori per i commercianti danneggiati dai cantieri per la riqualificazione del centro storico. La delibera di giunta approvata nei...
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila riapre agli sconti sulla Tari e ai ristori per i commercianti danneggiati dai cantieri per la riqualificazione del centro storico.
La delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, infatti, riapre innanzitutto alla possibilità di chiedere la riduzione del 50% della tassa sui rifiuti per il periodo in cui le attività hanno avuto i cantieri davanti alla propria vetrina: la nuova scadenza per inviare le domande è fissata al 15 dicembre prossimo.
Nella delibera si legge che il servizio Tributi del municipio provvederà «alla restituzione delle somme versate nel caso si sia già provveduto al pagamento della Tari 2023». Il modulo per la richiesta «verrà messo a disposizione sul sito istituzionale www.comune.laquila.it».
Ma la mossa del Comune vale doppio. Con la stessa delibera, infatti, la giunta modifica un articolo del regolamento sulla Tari, eliminando l’intera frase che recita «Tale agevolazione (gli sconti Tari, ndr) è alternativa alle utenze non domestiche che dovessero formulare istanza ed essere ammesse ai contributi finanziati con legge regionale 23 agosto 2019 n.32». Il riferimento è alla cosiddetta “legge Santangelo” che prevede appunto ristori per le attività danneggiate dai cantieri della ricostruzione. Lo stesso presidente del consiglio comunale e vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo, nei giorni scorsi ha proprio riaperto alla possibilità di richiedere l’applicazione della legge per i ristori.
La mossa del Comune era quindi attesa in città. A inizio ottobre, i consiglieri comunali di opposizione Paolo Romano e Lorenzo Rotellini avevano segnalato proprio le difficoltà di quei commercianti che, contando sull’ipotesi di attivazione dei ristori della legga regionale, non avevano richiesto lo sconto della Tari, visto che i due aiuti erano uno alternativo all’altro. Gli imprenditori in questione erano quindi incappati in una beffa, restando con un pugno di mosche: senza ristori e senza sconti sulla Tari. Ora anche loro possono chiede i sostegni, per compensare le mancate entrate dovute ai disagi che l’opera di ripavimentazione ha provocato soprattutto lungo corso Vittorio Emanuele, ma anche, seppur in maniera minore, in piazza Duomo e negli altri angoli del centro storico teatro dei lavori di riqualificazione. (l.t.)
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