Caos Cogesa, il tribunale dà ragione al vecchio cda E Gerardini si dimette

19 Aprile 2023

Annullata la revoca per giusta causa del consiglio di amministrazione Tensione politica alle stelle, gli uffici presidiati da carabinieri e polizia

SULMONA. Il tribunale dell’Aquila rimette in sella il vecchio consiglio di amministrazione del Cogesa, Franco Gerardini si dimette e annulla l’assemblea mentre si fa ancora più profondo il solco che divide i sindaci soci della partecipata. Giornata piena di colpi di scena, con tanto di presenza davanti al Cogesa delle forze dell’ordine, quella di ieri che in poche ore ha rivoluzionato l’assetto della società che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti per conto di 64 Comuni dell’Abruzzo interno. La prima sorpresa è arrivata in tarda mattinata con il decreto che ribalta la deliberazione adottata dall’assemblea dello scorso 30 dicembre, attraverso la quale i sindaci avevano revocato per giusta causa il cda e nominato contestualmente l’amministratore unico Franco Gerardini. Nel dispositivo composto da 16 pagine, i giudici aquilani hanno stabilito il difetto della giusta causa come sostenuto dall’avvocato, Alessandro Margiotta, ritenendo insussistenti i requisiti e respingendo l’istanza di approvazione della delibera del 30 dicembre.
«La revoca ha una valenza ritorsiva e quindi abusiva del diritto, in quanto tale immeritevole di tutela», scrivono i giudici nel decreto che riabilita il vecchio cda e condannano le parti ricorrenti (Cogesa e Comune di Pratola Peligna) al pagamento delle spese di lite di 5mila euro. Con lo stesso dispositivo il Tribunale dell’Aquila sezione delle imprese ordina la trasmissione degli atti alla Procura, evidenziando la sussistenza dello stato di crisi e di insolvenza del Cogesa. Nel primo pomeriggio l’altro colpo di scena. Dopo aver preso atto della decisione dei giudici aquilani, Gerardini ha comunicato ai sindaci presenti che l’assemblea prevista in cui si doveva votare l’annullamento della ormai famigerata delibera origine dei tumultuosi rapporti tra i Comuni soci del Cogesa, era stata annullata annunciando che di lì a poco si sarebbe dimesso dall’incarico di amministratore unico. «La sentenza conferma che non sono un abusivo perché gli atti adottati sono legittimi. Visto il difetto di giusta causa per la revoca del cda, presento le mie dimissioni e affido al collegio sindacale il compito di convocare l’assemblea», ha detto Gerardini. Subito dopo è seguita un’accesa discussione in cui i sindaci, che a suo tempo avevano diffidato Gerardini, hanno chiesto all’amministratore dimissionario di tenere ugualmente l’assemblea per revocare in autotutela le deliberazioni del 30 dicembre, onde evitare appello in Cassazione. Gerardini ha detto di no e a quel punto i sindaci hanno inoltrato una richiesta al presidente del vecchio Cda, Nicola Guerra, che da oggi sarà di nuovo al comando del Cogesa, a meno di ulteriori colpi di scena, di riconvocazione dell’assemblea con lo stesso ordine del giorno. Insomma, la situazione già di per sé difficile si è ulteriormente ingarbugliata con i due gruppi di sindaci che restano ancorati sulle proprie posizioni. Anche se tra loro c'è chi cerca di arrivare a una riconciliazione: «Con rammarico, oggi, abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione dell’atteggiamento del signor Gerardini che ha attaccato ancora una volta i pèrimi cittadini», ha detto la consigliera regionale e sindaco di Prezza, Marianna Scoccia. «Gli stessi sindaci che vogliono lavorare per il bene del Cogesa, a differenza di quanto è stato detto in questo periodo. Ci auguriamo che con questa sentenza si ristabilisca un minimo di serenità in seno al Cogesa per poter tornare a lavorare con serenità per il bene dei cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA