Caos Covid, altri contagi muore ex dipendente Inps

13 Novembre 2020

Il Nursind va in Procura: «Grave la situazione in cui opera il personale sanitario»

AVEZZANO. Ancora contagi e un morto nella Marsica mentre il sistema sanitario affonda sotto il peso dell’emergenza Covid. Un esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Avezzano con una ricostruzione dei fatti stilata dal personale sanitario, alle prese con una situazione divenuta ingestibile da settimane. Intanto, oggi torna a riunirsi il parlamentino dei sindaci marsicani che potrebbe chiedere, ma su questo non tutti sono d’accordo, il commissariamento dell’Asl.
I CASI. Sono 76 i casi positivi registrati nel corso delle ultime 24 ore. Il totale da inizio pandemia sale, così, a 2.049. Il Comune di Avezzano continua ad essere il più colpito del territorio anche se ieri c’è stato un calo sostanziale di contagi, dovuto probabilmente a una diminuzione dei tamponi.
I nuovi positivi in città, secondo i dati dell’assessorato alla Sanità della Regione, sono stati 21, oltre ai 55 che si contano negli altri 36 comuni. Il totale dei casi di contagio registrati in tutto il territorio marsicano negli ultimi 4 giorni è di 369.
Ad Avezzano il totale dei positivi da inizio emergenza sale a 714, con 625 contagiati attualmente positivi, mentre le persone in quarantena, secondo i dati Asl forniti al Comune di Avezzano, sono fermi a 311.
UN’ALTRA VITTIMA. Ancora una vittima nel territorio marsicano. Si tratta di un 63enne di Capistrello che era stato ricoverato ad Avezzano a causa dell’aggravarsi dei sintomi da Covid. Giuseppe Fantozzi, ex dipendente dell’Inps in pensione, è morto ieri notte, prima di essere trasferito in terapia intensiva, a causa di una crisi respiratoria. Lascia la moglie, i figli e un fratello e una sorella. I funerali si terranno a Capistrello oggi alle 15. La cerimonia riservata ai familiari, si terrà direttamente nel cimitero del paese, rispettando le disposizioni governative.
IL PARLAMENTINO. Oggi alle 15 al castello Orsini di Avezzano è stato convocato dal primo cittadino Gianni Di Pangrazio il “parlamentino” dei sindaci della Marsica, per affrontare la difficile situazione provocata dalla pandemia. Il consiglio comunale di Avezzano ha già approvato un ordine del giorno che affronta le gravi mancanze del sistema sanitario marsicano e che propone soluzioni, suggerimenti e interventi per far fronte alla drammatica situazione che si sta vivendo. Nel corso dell'incontro con i sindaci marsicani verrà valutata l’opportunità di chiedere al presidente della Regione, Marco Marsilio, di istituire la zona rossa nei 37 comuni del territorio. Verrà anche presa in considerazione la richiesta di commissariamento dell’Asl, attualmente guidata dal manager Roberto Testa. Verrà proposto, inoltre, l’intervento di ispettori ministeriali.
L’ESPOSTO. È stato presentato alla Procura della Repubblica di Avezzano, dal sindacato Nursind, e il particolare dal segretario provinciale Antonio Santilli, un esposto per la grave situazione in cui si trova il personale sanitario dell’ospedale di Avezzano. Secondo i sanitari, a causare l’attuale drammatica situazione dell’ospedale, divenuta ormai ingestibile, è stata l’assenza del macchinario per analizzare i tamponi.
«La risalita della curva dei contagi a settembre», spiegano nell’esposto, «ha determinato un incremento degli accessi all’area grigia ricavata nel reparto di Osservazione breve. In tale circostanza, ed è questa la prima grave criticità, la possibilità di effettuare i tamponi “rapidi” è stata vanificata dalla necessità di eseguire il tampone molecolare di conferma solo nel laboratorio dell’Aquila, con un gran via vai di ambulanze e senza tener conto del territorio, delle distanze e dei tempi di attesa». A ottobre, sempre secondo l’esposto, «il Pronto soccorso di Avezzano ha registrato un aumento esponenziale dei contagi sintomatici (molti anche lievi con grossa componente di ansia) e pertanto non è stato più possibile separare, nell’ambito dell’Osservazione breve intensiva (Obi), i pazienti “positivi” da quelli “dubbi”. Di conseguenza, in assenza di indicazioni, sono stati gli stessi sanitari del Pronto soccorso a decidere di effettuare i tamponi alle persone con positività dubbia con lievi sintomi anche nelle loro auto, sulle ambulanze o nelle tende. L’Obi si è poi saturato velocemente e nei locali del Pronto soccorso dove dovrebbero transitare solo i casi non sospetti, per mancanza di posto nei locali Obi o a causa della gravità delle condizioni dei pazienti, sono stati ospitati anche i positivi, isolandoli solo quando possibile, nei locali chiamati “Ebola”».
La situazione è poi progressivamente degenerata.
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