Caos Pd: Dante si dimette, poi ci ripensa

I vertici del partito: «Soluzione indigesta e non concordata». Il giallo della retromarcia del segretario
SULMONA. Prima si dimette poi fa marcia indietro e prende tempo perché vuole arrivare a un chiarimento all’interno del partito. Il primo cortocircuito la cosiddetta giunta di salute pubblica, nata ieri da un accordo tra il sindaco Casini e il suo antagonista alle elezioni del 2016, Bruno Di Masci, lo provoca proprio nel Partito democratico. In un comunicato sottoscritto insieme ad altri cinque componenti del direttivo del circolo cittadino dei Democratici, il segretario Sergio Dante esprime tutto il suo rammarico, per il fatto che solo i consiglieri comunali del gruppo Pd sono entrati nella maggioranza salvando così l’amministrazione Casini. «In una riunione era stato stabilito e assicurato che il Partito democratico sarebbe entrato a far parte della maggioranza consiliare solo se ci fosse stata la possibilità di dar vita e forma a una “giunta di salute pubblica” e quindi a un esecutivo sostenuto da più forze partitiche e civiche», spiegano i sei esponenti in un comunicato. «La soluzione di oggi non corrisponde a quanto era stato stabilito e concertato durante la riunione del direttivo del Pd dove, tra l’altro, ci si era ripromesso di redigere un cronoprogramma delle azioni amministrative da presentare alla città come impegno e contributo della nostra forza politica. Ci dimettiamo dalla segreteria ma il Partito democratico sarà sempre il nostro partito, continueremo ad essere presenti e a dire quello che pensiamo fuori e dentro le mura del nostro circolo», concludono Sergio Dante, Carlo Piccone, Antonella Fiordi, Teodoro Marini, Eva D’Alberto e Pamela Della Sabina.
Dopo pochi minuti è arrivata la retromarcia del segretario.
«Leggendo il comunicato della segreteria del Partito democratico smentisco le mie dimissioni, ma capisco che c’è stato un cortocircuito all’interno del partito e mi faccio carico in maniera decisa di indire immediatamente un direttivo per arrivare a un chiarimento tra le parti. Spero che si possa tornare ad una situazione di serenità politica per portare avanti gli interessi della città di Sulmona, scongiurando un commissariamento lungo 15 mesi che provocherebbe solo problemi ai cittadini». (c.l.)
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