Caos vaccini nella Marsica: migliaia di anziani in attesa

5 Marzo 2021

Appena 350 dosi (dal lunedì fino al sabato) nell’unica struttura allo stadio dei Pini L’assessore Colizza: ci è stato promesso l’aumento di sedi e di somministrazioni

AVEZZANO. Migliaia di anziani nella Marsica aspettano di ricevere il vaccino contro il Covid, alcuni dopo essersi prenotati un mese e mezzo fa sulla piattaforma della Regione Abruzzo. A quando l’appuntamento per presentarsi nella palestra dello stadio dei Pini? Un punto interrogativo per molti. Quello dello stadio di Borgo Pineta è l’unico polo vaccinale di tutta la Marsica, dove la somministrazione delle dosi, circa 350 al giorno, procede a rilento, tra le proteste della popolazione dell’intero comprensorio che chiede di essere vaccinata il prima possibile dopo quanto accaduto nella seconda ondata pandemica che ha letteralmente travolto il territorio marsicano dove le vittime del virus sono arrivate a 200 e il totale dei casi positivi ha superato quota 5.500. Ieri nella Marsica ci sono stati 32 casi, 14 solamente ad Avezzano.
VACCINI: LUNGHE ATTESE. «Ho effettuato la prima prenotazione online il 20 gennaio, ritentando anche dopo un mese», racconta la familiare di un’anziana di 90 anni, «è una vergogna anche perché sono giorni che proviamo a contattare il numero verde dell’Asl per chiedere chiarimenti, ma non risponde mai nessuno: le telefonata resta in attesa fino a quando non cade la linea. Abbiamo provato a chiamare anche il Comune che ci ha passato il numero verde, ma nulla. Tutto questo è inaccettabile», aggiunge amareggiata, «persone anziane che sembrano non avere diritti e dopo aver dato tanto al Paese si ritrovano inascoltati e abbandonati. Purtroppo non tutti hanno la fortuna di avere figli o nipoti, in questo caso dovrebbero essere i medici di famiglia a sobbarcarsi l’onere di prenotare i vaccini per i loro assistiti che magari, per vari motivi, sono impossibilitati a farlo da soli».
La storia è solo una delle tante sul caos vaccini nella Marsica (nei giorni scorsi alcuni pazienti sono stati dirottati sull’Aquila). Perché è chiaro che di questo passo, con 350 dosi al giorno (dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 20) – che l’azienda sanitaria punta a portare a 400, appena cinquanta in più – ci vorranno anni per immunizzare tutta la popolazione del comprensorio che conta circa 140mila abitanti.
ASSESSORE ALL’EMERGENZA. «Ci hanno promesso di aumentare le sedi vaccinali e anche il numero delle dosi giornaliere», spiega l’assessore all’Emergenza sanitaria del Comune di Avezzano, Maria Teresa Colizza, «in occasione della consegna del macchinario per i tamponi c’è stato un incontro con i vertici Asl. Come amministrazione, abbiamo messo a disposizione dell’azienda sanitaria anche la palestra della scuola di via Napoli per un secondo polo vaccinale in città. Al momento si sta somministrando la dose agli ultraottantenni, ai docenti e alle forze dell’ordine, mancano ancora le persone fragili o diversamente abili».
MACCHINA TAMPONI. Il macchinario è finalmente arrivato all’ospedale di Avezzano. Al centro di aspre polemiche, la macchina per processare i tamponi molecolari e individuare le varianti è stata consegnata ieri mattina al presidio ospedaliero della Marsica. Una cerimonia in sordina riservata a “pochi intimi”. Il macchinario Menarini è in grado di processare circa 100 tamponi ogni 6 ore e non 500 al giorno come il Panther. Strumento quest’ultimo chiesto dal presidente della Regione, Marco Marsilio, nell’ultima polemica lettera al manager Asl, Roberto Testa. «Non era più tollerabile il ritardo nel fornire risposte alla Marsica», afferma il consigliere regionale Mario Quaglieri (Fdi). Il caso era stato sollevato dal presidente Uncem, Lorenzo Berardinetti.
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