Capannoni da demolire o sanare

23 Aprile 2015

Si tratta di strutture ad uso delle ditte impegnate nella ricostruzione. Il Tar le definisce «abusive»

L’AQUILA. Sono 106 i capannoni realizzati dopo il sisma sul territorio comunale, in base all’ordinanza sindacale 711, che dava alla ditte impegnate nella ricostruzione la possibilità di edificare stabili per ospitare le maestranze. Ma una recente sentenza del Tar ha stabilito che questi immobili non hanno più alcun titolo edilizio, ponendo il Comune davanti a una scelta: o demolirli, oppure individuare le procedure per sanarli. Una vicenda, che ricorda quella delle casette provvisorie, di cui si è occupata la commissione Gestione del territorio: «Con la sentenza del tribunale amministrativo regionale, che fa seguito al ricorso presentato da un privato nei confronti di una ditta edile», spiega il presidente della commissione Enrico Perilli, «si è aperta una problematica di cui il Comune dovrà necessariamente farsi carico. L’ordinanza 711 firmata dal sindaco dopo il sisma consentiva alle ditte impegnate nella ricostruzione di edificare capannoni per ospitare le maestranze, in deroga a ogni norma urbanistica. In poco tempo ne sono sorti 106, anche di grandi dimensioni, tra i 400 e i 1000 metri quadrati. E in tanti casi sono diventati dei magazzini, dove depositare mezzi e macchinari. Per questo, due anni fa, la commissione Territorio ha chiesto e ottenuto il ritiro dell’ordinanza. È poi sopraggiunta», sottolinea Perilli, «la sentenza del Tar, con cui si stabilisce che queste strutture non hanno più alcun titolo edilizio. L’amministrazione deve ora decidere cosa fare. E sono due le strade: o vanno demoliti, oppure si deve trovare il modo per sanarli. Crediamo sia giusto iniziare a discuterne». La seconda commissione ha preso in esame anche la delibera di giunta sulle convenzioni urbanistiche, chiedendo la presentazione di un report quadrimestrale: «La delibera era necessaria», aggiunge Perilli, «in quanto esistono convenzioni con i privati vecchie di 20/30 anni, che devono ancora essere rispettate. Con questo provvedimento si riparte da zero, ma nel frattempo ogni quattro mesi l’assessore o il dirigente competente dovranno informarci sull’andamento della situazione».

Infine si è parlato della proposta della società edile Barattelli di realizzare un’attività commerciale di fronte all’hotel Amiternum, con relativi parcheggi e un nuovo terminal bus: al momento però non è stato ancora presentato alcun progetto.

Romana Scopano

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