Capezzali: centro storico, dico sì a riqualificare ma nella continuità

28 Settembre 2016

L’ex direttore della biblioteca provinciale: la Tommasiana deve tornare dov’era fino al 2009 Il progetto Auser sulla “trasformazione” del palazzo dove c’è anche il Convitto mi trova d’accordo

L’AQUILA. Sulla riqualificazione e futura destinazione di uno degli angoli più significativi del centro storico cittadino (quello che va dall’Eden all’ex liceo Classico) c’è una proposta dell’Auser, associazione per il sociale promossa dalla Cgil. A tal proposito abbiamo chiesto l’opinione del dottor Walter Capezzali lo storico direttore della biblioteca “Tommasi”, biblioteca che era allocata proprio nell’area oggetto della proposta Auser.

Dottor Capezzali, l'Auser propone un progetto che ridisegna dal punto di vista dell'utilizzo l'angolo dei Quattro Cantoni di proprietà pubblica con una attenzione particolare per la sede del Convitto. Si parla anche della riallocazione della Biblioteca “Tommasi” _ oggi nel nucleo industriale a Bazzano _ di cui lei è stato a lungo direttore. Che ne pensa di questa proposta?

«Ho letto con molto interesse la proposta, che per diversi aspetti riprende, forse senza saperlo, alcune mie idee di quando ero ancora direttore della Biblioteca Provinciale. Ad esempio, l'idea di trasformare il grande cortile del Convitto in un ambiente coperto tipo "galleria", con all'interno servizi culturali, ricreativi, ma anche un bar con tavolinetti, un negozio di antiquariato, spazi per il pubblico come l'emeroteca e quant'altro, mi è sempre sembrata la migliore utilizzazione anche invernale per il Centro della città, soprattutto quando passeggiare sotto i portici deve fare i conti con i rigori del clima. Quanto alla "Tommasiana", ovviamente non posso non ricordare come la Biblioteca provinciale sia nata in quel palazzo e il magnifico salone ligneo ne rappresenti il simbolo più conosciuto. Sarebbe innaturale non far ritornare in quel luogo la Biblioteca, che come molti sanno ora diventerà regionale come le altre tre consorelle abruzzesi, visto che è un servizio sottratto per legge alle ridimensionate amministrazioni Provinciali. Credo che attualmente si stia predisponendo il progetto esecutivo per il restauro funzionale di quell'edificio che, va ricordato, è il più importante palazzo pubblico realizzato nell'Ottocento all'Aquila. C'è però da affrontare e concordemente risolvere il problema della grande quota che compete al Convitto Nazionale, una storica istituzione che però oggi non svolge più le funzioni di una volta ma è responsabile di alcune scuole. Sarebbe ovviamente opportuno rivedere le destinazioni alla luce di un progetto innovativo che includa concordemente tutte le istituzioni aventi diritto».

Se lei dovesse indicare alla politica o agli enti interessati, Comune, Provincia e Regione una "visione" sul ruolo del centro storico post terremoto che cosa proporrebbe?

«La rivitalizzazione del centro storico dipende da una grande quantità di fattori, esigenze, coinvolgimenti, condivisioni. Stiamo assistendo ai primi risultati di una ricostruzione del centro che ci fa ammirare alcuni davvero stupendi palazzi con occhi… affamati e non più distratti. Io, ad esempio, sono per il ritorno del mercato nella piazza che lo ha sempre ospitato. Molto compete ovviamente all'amministrazione comunale, ma a mio avviso il motore primo deve essere nel ruolo dei cittadini e dei commercianti, che devono continuare a soffrire un po' l'inadeguatezza delle situazioni di transizione nella convinzione di un futuro che si avvicina, sia pure lentamente. C'è chi, coraggiosamente, ha già dato la sua convinta disponibilità. In definitiva, senza entrare nei meandri di riflessioni che ci porterebbero chissà dove, mi sento di poter dire agli aquilani, e quindi anche a me, che il futuro dello stupendo centro storico aquilano sta nelle nostre mani. Io abitavo a Piazza San Pietro e ci voglio tornare al più presto».

La biblioteca Tommasi è da sempre il gioiello della nostra città. Oggi si parla molto di biblioteche meno "contenitori" è più aperte alle nuove esigenze, soprattutto giovanili. Parliamo di aperture h24 con a fianco _ se non addirittura all'interno _ luoghi di intrattenimento legati ad attività culturali e quindi punto di incontro per dibattiti e quant'altro. Lei è d'accordo su questa nuova visione?

«La Tommasiana è da tempo allineata con le nuove esigenze e mi permetto di ricordare che è stata la prima Biblioteca pubblica abruzzese ad entrare nel Servizio bibliotecario nazionale e nel corrispondente Catalogo online. E senza nulla voler togliere al "sapore" di una biblioteca di impianto classico e storico, non posso non ricordare quanto fossero sempre affollate le sale di lettura sopra i portici cittadini. Lo stesso progetto di spostare l'emeroteca nella sottostante ipotizzata "galleria" rientrerebbe nel disegno di una ulteriore apertura al pubblico. Quanto alle nuove tecnologie e alle nuove necessità, la Provinciale oggi, sia pure in sede provvisoria, è adeguatamente dotata di tali risorse. Il problema, piuttosto, è quello di un personale ridotto ormai al lumicino per l'esodo o il pensionamento di gran parte degli addetti. L'augurio è che la Regione Abruzzo, nuova titolare di questo irrinunciabile servizio di base, prenda in merito urgenti ma anche sagge decisioni». (g.p.)

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