Capistrello, polemica sulla scuola

17 Gennaio 2018

Il Pd: «Lezioni rinviate, gli alunni rischiano di superare il tetto minimo di giorni»

CAPISTRELLO. È polemica dopo il nuovo rinvio delle lezioni alla scuola Santa Barbara di Capistrello. L’amministrazione comunale, vista la comunicazione della ditta che sta eseguendo lo smantellamento del tetto, ha deciso di posticipare a lunedì prossimo la ripresa dell’attività didattica.
«Quello che sta accadendo a Capistrello è allarmante», commenta il segretario del circolo Pd di Capistrello, Alessandro Croce, «a causa di un modo di amministrare approssimativo, i ragazzi della Santa Barbara, dopo la lunga pausa natalizia, stanno perdendo due settimane intere di lezione. Senza contare i danni in termini didattici ed educativi che gli stessi stanno inevitabilmente subendo».
Il segretario Croce ha ribadito che «questa circostanza, che viene minimizzata dall’amministrazione, rischia di essere decisiva: esiste un tetto minimo di 200 giorni da destinare alle lezioni, al di sotto del quale non si può andare».
«Tale circostanza è nota al sindaco Ciciotti e ai suoi», aggiunge Croce, «in quanto il Ministero, interpellato dalla stessa amministrazione al riguardo, ha espressamente chiarito che il limite minimo dei duecento giorni non è derogabile se non in caso di cause di forza maggiore le quali devono consistere in eventi non prevedibili e non programmabili. Ed è proprio questo il punto: quei lavori, invece, erano ampiamente previsti e quindi programmabili. Cosa succederà se, magari a causa del maltempo o di altre circostanze impreviste, gli alunni saranno costretti a saltare altri giorni di lezione? La gran mole dei disagi che stanno subendo sia i ragazzi della Santa Barbara che quelli della Sabin si sarebbe potuta evitare se solo si fosse usato un minimo di buon senso, magari semplicemente raccogliendo, anche solo in parte, i suggerimenti tempestivi che tanto il locale circolo del Pd quanto la minoranza hanno cercato di portare come contributo costruttivo a questa amministrazione, in consiglio comunale e fuori». (e.b.)
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