Capistrello, quei veleni prima degli arresti

25 Novembre 2018

Esposti anonimi in Procura, tensioni e denunce di Ciciotti alla caserma dei carabinieri contro il geometra accusatore 

AVEZZANO. Un clima di tensione continuo, in un paese lacerato per anni da una guerra combattuta a colpi di denunce e contro-denunce. È quanto emerge dall’inchiesta sugli appalti al Comune di Capistrello che ha portato a tre arresti, compreso il sindaco Francesco Ciciotti, e all’interdizione dalle attività di sette persone, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati di altri sette. Politici, tecnici e professionisti accusati di reati che a vario titolo vanno dalla corruzione alla turbativa, dalla concussione al falso. Dai documenti dell’inchiesta emerge una guerra intestina attorno al Comune guidato dal sindaco Ciciotti, arrivato a presentare delle denunce dopo numerosi esposti inviati alla Procura di Avezzano, alcuni anonimi e altri firmati. Ma anche contro delle affermazioni pronunciate in Comune, alla presenza di altri dipendenti (stando alle denunce), dal geometra dell’ufficio tecnico Dario Bucci. In un’occasione, il sindaco si era presentato nella caserma dei carabinieri di Capistrello per denunciare Bucci. Infatti, secondo il primo cittadino, il 16 giugno scorso, prima dell’orario di chiusura degli uffici, nell’androne del municipio, Bucci aveva affermato che di una gara si conosceva già l’aggiudicatario. Il geometra, grande accusatore dell’inchiesta sfociata negli arresti, a giustificazione della sua tesi, aveva spiegato agli altri dipendenti, nel corridoio del Comune, che due giorni prima, nell’ufficio del responsabile tecnico, aveva notato la presenza dell’ex consigliere Corrado Di Giacomo, indagato, e del sindaco. Ciciotti aveva chiesto ai carabinieri di indagare il geometra per diffamazione. In un’altra occasione, Ciciotti aveva presentato una contro-denuncia relativa a un esposto inviato alla Procura di Avezzano, alla questura dell’Aquila, alla Finanza e ai carabinieri dell’Aquila da un fantomatico imprenditore di una ditta. Quest’ultimo denunciava una «situazione grave, dove la gestione della cosa pubblica era ridotta a un mercato di interessi e corruzione». Aveva denunciato anche «l’infiltrazione di interessi per ogni affidamento di lavori gestito contro qualunque regola». L’anonimo parlava poi della gara per i loculi del cimitero, come di quella per i marciapiedi di via Roma e quella per piazza Fonte Vecchia e piazza Caduti del Lavoro. Per tutti gli appalti, l’imprenditore faceva i nomi delle ditte che avrebbero vinto. Anche in questo caso il sindaco era andato in caserma a Capistrello (26 ottobre del 2016), con documenti utili a dimostrare che quelle gare non erano poi state vinte dalle ditte indicate dal presunto denunciante. Ciciotti e Di Giacomo sono assistiti dagli avvocati Antonio Milo e Roberto Verdecchia.
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